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Motivi a piastrellatura negli animali e nelle piante: il modello biologico che ispira il design

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In breve: Un nuovo database ne raccoglie 100 esempi, rivelando come queste strutture proteggono, respirano e si adattano. Ora designer e ingegneri potranno copiare questi trucchi evolutivi per creare oggetti più intelligenti e sostenibili. Per saperne di più continua la lettura.

Dai gusci dei frutti alle ali degli insetti, dalla pelle dei pesci alla corteccia degli alberi, la natura costruisce superfici con motivi ripetuti come se usasse un kit di piastrelle viventi. Gli schemi geometrici rimangono ordinati, modulari e spesso sorprendentemente simmetrici.

I motivi a piastrellatura negli animali e nelle piante sono belli da guardare, e sono soluzioni sviluppate dall’evoluzione per proteggere, respirare, riflettere la luce o resistere agli urti.

Per la prima volta un team di ricercatori ha raccolto e classificato un database con cento esempi di questi mosaici naturali. Ha creato un ponte tra biologia e design. Apre la strada a nuovi materiali ispirati dal mondo vivente.

Motivi a piastrellatura negli animali e nelle piante in un minuto

Ricercatori dell’Università Humboldt di Berlino hanno creato il primo database sistematico di tassellature naturali, raccogliendo 100 esempi da organismi diversi: dagli involucri virali ai gusci di tartaruga, dalle ali di insetti alla corteccia. 

Le strutture a piastrella, spesso esagonali o modulari, offrono vantaggi come protezione, leggerezza e adattabilità. Il team ha classificato questi modelli secondo otto criteri, inclusi forma, funzione e materiale.

Il database è ora accessibile pubblicamente per ispirare ricerca e design bioispirato in ambiti come architettura, ingegneria e moda. Si aprono prospettive per materiali modulari, abbigliamento “cresci con me” e superfici intelligenti. Lo studio solleva nuove domande su perché certe geometrie siano così comuni in natura.

Come la natura costruisce con moduli ripetuti

I motivi a piastrellatura non sono una decorazione estetica della natura. Sono una strategia strutturale diffusa in tutti gli ambienti. Si trovano nei microscopici occhi composti delle mosche dove minuscole unità esagonali catturano la luce da ogni angolazione.

Sono presenti nei gusci delle tartarughe dove scaglie sovrapposte distribuiscono la pressione meccanica. Persino negli involucri di alcuni virus le proteine si assemblano come mattoncini per avvolgere il materiale genetico. La ripetizione modulare offre vantaggi concreti e misurabili. Le strutture rimangono flessibili senza perdere resistenza.

Sono leggere ma robuste allo stesso tempo. Riescono ad adattarsi a forme curve e irregolari. Nonostante la loro diffusione in natura, le strutture non erano mai state studiate in modo sistematico fino a oggi.

L’organizzazione della geometria biologica

Il merito di aver organizzato questo universo di forme va a Jana Ciecierska-Holmes e al suo team dell’Università Humboldt di Berlino. I ricercatori hanno identificato 100 esempi di tassellature biologiche che spaziano da strutture grandi pochi nanometri a quelle di alcuni centimetri.

Per organizzare gli esempi hanno definito otto criteri chiave. La forma delle tessere rimane il primo criterio. Il modo in cui si incastrano diventa il secondo. Il materiale di cui sono fatte è il terzo. La funzione biologica è il quarto. La simmetria è il quinto. La scala è il sesto.

La disposizione regolare o irregolare è il settimo. Se si tratta di elementi sporgenti o di cavità come nei favi è l’ottavo criterio. I ricercatori hanno distinto tra piastrelle solide come le scaglie di un pesce e piastrelle inverse cioè rientranze che formano reticoli come le celle di un alveare. Ogni esempio è stato analizzato per il suo aspetto visivo.

È stato studiato anche il ruolo biologico che svolge nella protezione contro i predatori, nella canalizzazione dell’acqua piovana, nel controllo della temperatura o nella comunicazione visiva.

Dal mondo naturale al design dei prodotti

Il database è un catalogo di ispirazione per ingegneri, architetti, stilisti e designer di prodotti. Un giubbotto sportivo potrebbe imitare la struttura flessibile della pelle di uno squalo e adattarsi al movimento senza strapparsi.

Un tetto per edifici potrebbe funzionare come la corteccia di certi alberi e disperdere l’acqua piovana senza bisogno di grondaie costose. Un’idea ancora più innovativa è il concetto di prodotti costruiti a moduli.

Abiti e accessori potrebbero essere composti da pezzi intercambiabili che si espandono man mano che il corpo cambia. Molte strutture biologiche funzionano esattamente così. Grazie alla modularità dei motivi a piastrellatura naturali diventa possibile progettare oggetti che non vanno mai buttati ma semplicemente aggiornati nel tempo.

Le domande aperte per la ricerca futura

Nonostante il progresso scientifico molti misteri rimangono senza risposta. Perché certe forme come esagoni, quadrati e rombi compaiono così spesso in contesti evolutivi del tutto diversi tra loro?

Perché i modelli regolari prevalgono su quelli caotici anche quando l’organismo cresce in modo asimmetrico e disordinato? Il database aperto realizzato dai ricercatori è pensato proprio per stimolare risposte concrete a queste domande affascinanti.

Mettendo i dati a disposizione su una piattaforma pubblica Ciecierska-Holmes e colleghi invitano scienziati e creativi di tutto il mondo a esplorare i motivi a piastrellatura naturali. Invitano a confrontare gli esempi e a reinventare applicazioni pratiche.

Perché la natura da sempre non solo costruisce con intelligenza. Insegna a farlo a chi sa osservare con curiosità il mondo vivente intorno a noi.

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