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Moltiplicare la salvia con la tecnica della talea: una guida pratica

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Per chi desidera moltiplicarla in modo economico ed ecologico, la tecnica della talea rappresenta un metodo efficace e relativamente semplice. Oltre alla classica radicazione in terriccio, è possibile provare anche l'interessante variante della talea in acqua, che permette di osservare da vicino lo sviluppo delle nuove radici prima del rinvaso.

Coltivare la salvia nel proprio giardino o terrazzo è un’attività incredibilmente soddisfacente per questa pianta aromatica, non solo profuma deliziosamente, ma è anche ricca di proprietà benefiche. Per moltiplicarla in modo economico ed eco-sostenibile, la tecnica della talea rappresenta la soluzione ideale.

Questa guida pratica illustra passo dopo passo come riprodurre la salvia attraverso le talee, utilizzando metodi naturali per favorire la radicazione. Dall’individuazione del periodo più opportuno alla preparazione delle talee, passando per la messa a dimora e la cura, scoprirete tutti i segreti per ottenere nuove piantine rigogliose, senza ricorrere a costosi ormoni radicanti sintetici.

Scegliere il periodo e il rametto giusto per prelevare le talee

Il primo passo fondamentale per una buona riuscita della moltiplicazione della salvia tramite talea è individuare il momento più propizio per il prelievo dei getti. I periodi ideali sono marzo-aprile o settembre, quando la pianta è in piena attività vegetativa.

Bisogna inoltre scegliere con cura il rametto da cui prelevare le talee: è preferibile optare per esemplari robusti e ben sviluppati, di almeno due anni di età. In questo modo, i getti prelevati saranno sufficientemente lignificati e ricchi di sostanze di riserva, aumentando le probabilità di una rapida ed efficace radicazione. Un’attenta valutazione dello stato di salute della pianta madre è quindi cruciale per avere il maggior successo possibile con le talee.

Preparare correttamente le talee di salvia prima della messa a dimora

Una volta individuato il germoglio adatto, occorre prepararlo correttamente prima di piantarlo per favorirne la radicazione. Partendo dall’apice, si deve scendere fino ad incontrare le prime due foglioline appena sviluppate e piegarle delicatamente.

A questo punto, con un taglio netto, si recide il germoglio appena sotto queste due foglie apicali, avendo cura di non danneggiarle. Successivamente vanno rimosse tutte le foglie sottostanti, lasciando integri solo i due nodi immediatamente al di sotto dell’apice.

La porzione di fusto rimasta, lunga circa 10-15 cm, andrà piantata nel terriccio per circa 2/3 della sua lunghezza. Seguendo questa procedura, la talea presenterà le condizioni ottimali per emettere nuove radici e svilupparsi in una nuova piantina.

Come fare la talea di salvia nell’acqua

Un metodo alternativo per la moltiplicazione della salvia tramite talea prevede l’utilizzo dell’acqua al posto del terriccio. Questa tecnica, definita “talea in acqua“, consente di osservare da vicino lo sviluppo delle radici e rappresenta un’opzione valida soprattutto nei mesi più caldi.

La procedura per ottenere talee di salvia in acqua è molto simile a quella per la radicazione in terriccio: si preleva un germoglio sano, si eliminano le foglie inferiori lasciando solo le due foglioline apicali e si effettua un taglio netto alla base.

A questo punto, la porzione di fusto recisa va immersa per 2-3 cm in un recipiente contenente acqua a temperatura ambiente, avendo cura di rinnovarla ogni 2-3 giorni. Posizionata in una zona luminosa ma non eccessivamente soleggiata, in poco tempo la talea emetterà le prime radichette avventizie, segno che è pronta per essere trapiantata in vaso o direttamente nel terreno.

Piantare le talee in un substrato adatto e favorire la radicazione

Dopo aver preparato le talee seguendo i passaggi indicati, è giunto il momento di piantarle in un apposito contenitore riempito con un terriccio universale leggermente arricchito con torba o fibra di cocco per migliorarne la struttura e il drenaggio.

Nel substrato vanno praticati dei piccoli fori, distanziati in modo omogeneo, dove andranno inserite le talee dopo averle immerse in un prodotto radicante. In alternativa agli ormoni radicanti commerciali, un valido sostituto naturale ed economico è rappresentato dall’aspirina in polvere: una volta ridotta in polvere finissima, l’acido acetilsalicilico in essa contenuto esercita un’azione stimolante sulla radicazione. Le talee vanno infine piantate rapidamente nei fori e il terriccio compattato intorno al fusto per garantire la stabilità.

Annaffiare e curare le talee in attesa della radicazione

Dopo la messa a dimora delle talee nel contenitore, è importante annaffiarle abbondantemente per favorire il corretto drenaggio del substrato. Successivamente, le piantine andranno sistemate in una zona semi-ombreggiata e monitorate con attenzione per valutare il fabbisogno idrico: si può effettuare un semplice test, infilando uno stecchino nel terriccio.

Se al suo recupero rimane terriccio attaccato, significa che è ancora umido e non necessita di innaffiatura. Viceversa, se lo stecchino appare asciutto, è il momento di bagnare nuovamente il substrato senza esagerare. Nel giro di qualche settimana, in condizioni ottimali, le talee emetteranno le prime nuove radichette, indice che il processo di radicazione è avvenuto con successo.

Mettere a dimora le talee radicate nel terreno

Trascorsi circa due mesi dalla piantumazione delle talee, arriva il fatidico momento del trapianto nel terreno. In genere, a partire da giugno, le piantine nate dalle talee hanno ormai sviluppato un buon apparato radicale e possono essere messe a dimora definitivamente.

È consigliabile scegliere un’area soleggiata del giardino o del terrazzo, con un terreno ben drenato e arricchito con sostanza organica. A questo punto, le nuove piantine di salvia, ottenute con il metodo della moltiplicazione per talea, saranno pronte per crescere rigogliose e regalarvi i loro profumati rametti per mesi.

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