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Meglio l’Arnica o l’Artiglio del diavolo?: Contro dolori muscolari, articolari e traumi

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Quando si cerca un sollievo naturale per dolori muscolari, articolari o traumi, spesso si è indecisi tra l'arnica e l'artiglio del diavolo, due rimedi erboristici molto diffusi. In questo articolo, esploreremo in dettaglio le proprietà benefiche di queste due piante, confrontandone usi, modalità di somministrazione e precauzioni, per aiutarti a scegliere il rimedio più adatto alle tue esigenze.

Quando ci si trova a dover gestire dolori muscolari, articolari o traumi, spesso si cerca un rimedio naturale efficace ma sicuro. In questo scenario, due piante erbacee si distinguono per le loro proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche: l’arnica e l’artiglio del diavolo.

Entrambe vengono ampiamente utilizzate nella fitoterapia, ma hanno caratteristiche e indicazioni d’uso diverse. In questo articolo, esploreremo le peculiarità di questi due rimedi naturali, confrontandone benefici, modalità d’impiego e precauzioni, per aiutarti a scegliere quello più adatto alle tue esigenze.

Proprietà e benefici dell’arnica: l’antinfiammatorio naturale per traumi e contusioni

L’arnica montana, una pianta erbacea tipica delle regioni alpine e prealpine, è nota per le sue straordinarie proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche. Queste virtù derivano principalmente dai suoi principi attivi, come l’elenalina e la diidroelenalina, appartenenti alla famiglia dei sesquiterpenoidi.

Questi composti naturali sono in grado di attenuare il processo infiammatorio, riattivare il microcircolo sottocutaneo e ridurre il gonfiore associato a traumi e contusioni. L’arnica è particolarmente consigliata in caso di traumi, contusioni, stiramenti muscolari, distorsioni, ematomi e disturbi articolari di natura reumatica. Tuttavia, è importante sottolineare che l’utilizzo dell’arnica è limitato alla sola applicazione topica, in quanto l’assunzione per via orale può risultare tossica.

L’arnica montana: caratteristiche della pianta

L’arnica montana è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteracee. Cresce spontaneamente nelle zone montuose dell’Europa centrale e meridionale, tra i 1.000 e i 3.000 metri di altitudine. Si presenta con un fusto eretto e robusto, ricoperto di peli e foglie ovali disposte in modo alterno. I suoi fiori, di colore giallo brillante o arancione, sono la parte più preziosa della pianta, utilizzata per la produzione di preparati fitoterapici.

Artiglio del diavolo: l’analgesico naturale per dolori muscolari e articolari

A differenza dell’arnica, l’artiglio del diavolo (Harpagophytum procumbens) è una pianta erbacea originaria dell’Africa meridionale, il cui nome evocativo deriva dalla presenza di piccoli uncini sui suoi frutti. Questa pianta è particolarmente apprezzata per le sue proprietà analgesiche e antidolorifiche, attribuibili principalmente al principio attivo arpagoside.

L’artiglio del diavolo è consigliato nelle condizioni che generano dolore e infiammazione, come tendiniti, contratture muscolari, mal di schiena, tensioni cervicali e torcicollo. A differenza dell’arnica, può essere assunto sia per via topica (creme e gel) che per via sistemica (compresse), agendo prevalentemente a livello muscolare con un’azione rilassante e antidolorifica.

Harpagophytum procumbens: caratteristiche della pianta

L’Harpagophytum procumbens, comunemente noto come artiglio del diavolo, è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Pedaliacee. Cresce spontaneamente nelle regioni aride dell’Africa meridionale, come Namibia, Botswana e Sudafrica. Si presenta con un fusto strisciante e ramificato, ricoperto di piccoli uncini ricurvi che conferiscono alla pianta il suo nome caratteristico. Le parti utilizzate a scopo fitoterapico sono le escrescenze laterali delle radici, ricche di principi attivi come l’arpagoside.

Quando scegliere l’arnica e quando l’artiglio del diavolo

La scelta tra l’arnica e l’artiglio del diavolo dipende principalmente dalla natura del disturbo che si intende trattare. L’arnica è maggiormente indicata in caso di traumi che causano edema, ematomi e gonfiori doloranti, grazie alla sua spiccata azione antinfiammatoria e decongestionante.

D’altro canto, l’artiglio del diavolo è più adatto per situazioni di natura non traumatica ma che provocano infiammazione, tensione e dolore a carico dei muscoli, come contratture muscolari, mal di schiena o tensioni cervicali. La sua azione analgesica e rilassante sui muscoli lo rende un rimedio efficace in queste circostanze.

Modalità d’uso e forme di somministrazione di arnica e artiglio del diavolo

È fondamentale seguire le modalità d’uso raccomandate per ottenere i migliori benefici da questi rimedi naturali e prevenire eventuali effetti indesiderati. L’arnica può essere utilizzata esclusivamente per via topica, sotto forma di creme, gel o impacchi, da applicare sulle aree interessate.

È importante non ingerirla, poiché l’assunzione per via orale può risultare tossica. L’artiglio del diavolo, invece, offre maggiore flessibilità, potendo essere assunto sia per via topica (creme e gel) che per via sistemica (compresse o capsule). In entrambi i casi, è consigliabile seguire attentamente le istruzioni riportate sulla confezione e consultare il proprio medico o farmacista in caso di dubbi o particolari condizioni di salute.

Precauzioni e controindicazioni nell’utilizzo di arnica e artiglio del diavolo

Sebbene l’arnica e l’artiglio del diavolo siano rimedi naturali, è importante utilizzarli con cautela e rispettare alcune precauzioni. L’arnica non deve essere ingerita per via orale a causa della sua tossicità sistemica. Inoltre, è consigliabile evitare l’applicazione topica su cute lesa o ferite aperte, nonché l’uso prolungato o eccessivo, per prevenire potenziali effetti collaterali come irritazioni cutanee.

L’artiglio del diavolo, d’altra parte, presenta generalmente una buona tollerabilità, ma può causare disturbi gastrointestinali o reazioni allergiche in soggetti predisposti. È sempre raccomandato consultare un professionista sanitario prima di assumere qualsiasi rimedio a base di piante, specialmente in gravidanza, allattamento o in presenza di patologie croniche o terapie farmacologiche concomitanti.

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