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Limone nato da semi fruttifica o no? Fruttificazione e variabilità genetica

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I semi di limone, estratti dal frutto dell'albero di Citrus limon, sono piccoli e ovati con una tonalità che va dal bianco al beige. Ricchi di acidi e oli essenziali, hanno un sapore amaro se masticati e sono noti per il loro potenziale germinativo che, se coltivati in condizioni ottimali, possono crescere fino a diventare alberi da frutto.

Molti appassionati di giardinaggio si cimentano nella semina di limoni partendo dai semi, per provare a far nascere nuove piante. Spesso però sorge il dubbio se effettivamente queste piante di limone ottenute da seme saranno in grado di produrre dei frutti oppure no. In questo articolo cercheremo di fare chiarezza e di rispondere a questa domanda, spiegando cosa accade quando si decidesse di piantare i semi di un limone per farne germogliare una nuova pianta.

Scopriremo qual è il tempo necessario alla fruttificazione e come gestire al meglio la messa a dimora e la cura della giovane pianta di limone nata da seme, per poterne apprezzare un giorno i profumati frutti gialli.

Le piante nate dai semi sono diverse dalla pianta madre

Un aspetto molto interessante delle piante di limone ottenute da seme è che presenteranno caratteristiche diverse rispetto alla pianta madre. Infatti i limoni che nascono dai semi non sono identici a quelli dell’albero originale, ma manifestano una notevole variabilità genetica. Ciò è dovuto al fatto che ogni seme racchiude informazioni genetiche che derivano dall’impollinazione incrociata con altri esemplari.

Quindi dimensioni, forma, colore e sapore dei frutti potranno essere anche molto diversi. Per questo coltivare piante di limone da seme è un’esperienza affascinante, perché non si sa mai cosa aspettarsi.

Forma e dimensioni dei limoni molto variabili

Coltivare limoni da seme può riservare piacevoli sorprese in termini di forma e dimensioni dei frutti ottenuti. La variabilità genetica fa sì che da un seme possano nascere limoni con caratteristiche anche molto diverse dalla pianta madre. Ad esempio, da limoni ovali potrebbero nascerne di più tondeggianti, oppure più piccoli o più grandi.

Anche il colore della buccia e la quantità di succo possono cambiare notevolmente. In sostanza, la natura mescola il corredo genetico in modi imprevedibili, generando sempre nuove varietà. Il consiglio per chi coltiva limoni da seme è di non farsi condizionare dall’aspetto della pianta madre, ma di osservare con curiosità le differenze che emergeranno.

Alcuni limoni nati da seme sono senza semi

Una caratteristica sorprendente di alcuni limoni nati da seme è l’assenza quasi completa di semi all’interno dei frutti. Da un limone pieno di semi può generarsi una pianta i cui frutti ne contengono pochissimi o addirittura nessuno.

Questa qualità è molto apprezzata da chi utilizza il succo di limone, perché frutti senza semi rendono più semplice la spremitura e danno un succo dal sapore più puro. Inoltre la polpa priva di semi è più carnosa e gustosa. Purtroppo si tratta di una evenienza piuttosto rara, ma può sempre sperare di ottenere questa gradita sorpresa.

Gli agrumi sono poliembrionici: più embrioni in un seme

Gli agrumi, tra cui limoni e mandarini, presentano la particolarità della poliembrionia. Questo significa che ogni seme contiene al suo interno numerosi embrioni invece di uno solo. Ogni embrione rappresenta un nuovo individuo potenziale e possiede il proprio corredo genetico.

Da Wikipedia

La poliembrionia è il fenomeno attraverso il quale, da uno zigote, se ne generano degli altri. È tipico di animali e piante, e può essere considerata a tutti gli effetti, una riproduzione asessuata in stadio giovanile. La poliembrionia si oppone al processo di monoembrionia.

La poliembrionia spiega perché da un singolo seme di limone possono nascere piante con caratteristiche anche molto diverse tra loro. Ogni embrione si sviluppa in maniera autonoma generando nuove combinazioni di tratti ereditari. Ecco perché seminare i semi degli agrumi può portare a risultati sempre nuovi e imprevedibili.

Raramente nasce una pianta identica alla madre

Nonostante la poliembrionia e la variabilità genetica, in rari casi può capitare che da un seme di limone nasca una pianta con caratteristiche identiche alla madre. Ciò accade quando si sviluppa un particolare embrione apomittico, che non ha subito mescolanze genetiche perché formatosi senza fecondazione.

Embrione apomittico

Se vuoi saperne di più ti rimandiamo a un documento della Università degli studi di naoli federico ii cliccando qui.

Tuttavia questo tipo di embrione di solito origina piante più deboli, che faticano a sopravvivere. Quindi è molto più frequente che ogni nuovo seme generi una combinazione genetica unica, dando origine a piante e frutti dalle sorprendenti differenze. L’uniformità completa è l’eccezione nel mondo vegetale.

Stesse curiosità e variabilità con i mandarini

Anche per i mandarini valgono le stesse curiosità e imprevedibilità che abbiamo visto per i limoni coltivati da seme. I semi contengono più embrioni con corredi genetici diversi e danno origine a piante dalle caratteristiche uniche. Ad esempio possono nascere mandarini che maturano in periodi differenti, alcuni a gennaio ed altri a marzo.

Anche dimensioni e sapore dei frutti cambiano: alcuni con più semi, altri con meno. In sostanza, eseguire esperimenti di coltivazione di mandarini da seme può rivelarsi molto appassionante per scoprire nuove varietà dalle proprietà sorprendenti. La natura mescola le carte in tavola generando sempre nuove combinazioni negli agrumi.

Consiglio: seminare frutti di ogni tipo per scoprire nuove varietà

La coltivazione di piante da frutto partendo dai semi può rivelarsi un’attività appassionante per gli amanti del giardinaggio. Oltre a limoni e mandarini, si possono fare interessanti esperimenti piantando i semi contenuti in pesche, albicocche, mele e altri frutti. Così facendo si può assistere alla nascita di nuovi esemplari dalle caratteristiche uniche e dai sapori inediti.

Ad esempio, da mele ritenute di scarsa qualità nei supermercati possono generarsi varietà gustose e croccanti. In conclusione, il consiglio per gli appassionati è di cimentarsi nella semina creativa di frutti di ogni tipo, per scoprire nuove piante dalle ottime proprietà come forma, colore e sapore.

Domande frequenti

I limoni nati da seme sono buoni come quelli innestati?

Non necessariamente. Dipende dalla combinazione genetica: alcuni possono essere meno saporiti, altri addirittura migliori della pianta madre. Bisogna sperimentare. Qui trovi una guida per innestare il limone.

Come capire se il limone fatto nascere da un seme è buono da mangiare?

L’unico modo è assaggiarlo. Osservare forma e colore può dare qualche indizio, ma solo il gusto rivela la bontà di un limone nato da seme.

Si possono seminare i semi di altri agrumi oltre al limone?

Assolutamente sì. È possibile e molto interessante seminare semi di arance, mandarini, cedri e qualsiasi altro agrume, ottenendo nuove varietà.

Quanti limoni nascono da un singolo seme?

Da un seme può nascere una sola pianta di limone, ma ogni seme contiene molti embrioni, ognuno con caratteristiche diverse. Per questo le piante sono tutte diverse tra loro.

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