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Limone foglie gialle (clorosi ferrica delle piante): cause, sintomi e soluzioni

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Le foglie ingiallite del limone possono indicare carenze nutrizionali. Se le foglie nuove sono giallastre, probabilmente manca l'azoto, fondamentale per la crescita: applichiamo un concime specifico per agrumi o organico come humus. Se vediamo foglie rugose e giallastre, specialmente le nuove, occhio alla mancanza di zinco, da integrare con appositi fertilizzanti. L'ingiallimento di tutte le foglie può derivare da carenza di ferro o troppa umidità. Infine controllo a foglie gialle e secche in modo irregolare, sintomo di deficit di manganese da correggere con concimi mirati e senza trascurare l'irrigazione.

Tra i problemi più comuni che possono manifestarsi nelle piante c’è la clorosi ferrica, condizione che provoca l’ingiallimento del fogliame. Questo disturbo è causato dalla carenza di ferro, elemento essenziale per la sintesi della clorofilla. In questa guida analizzeremo nel dettaglio le cause della clorosi ferrica, imparando a riconoscere i sintomi e come intervenire in modo mirato per risolvere il problema.

Scopriremo l’importanza di misurare il pH del terreno, come agire rapidamente fornendo ferro biodisponibile alle piante con il solfato di ferro e infine come prevenire il problema migliorando la struttura del suolo con concimi organici.

Cos’è la clorosi ferrica e perché si manifesta

La clorosi ferrica è una fisiopatia che comporta l’ingiallimento delle foglie di limone dovuto alla carenza di ferro. Questo elemento è fondamentale per la sintesi della clorofilla, il pigmento che conferisce il caratteristico colore verde alle piante. In condizioni normali, il ferro è presente nel terreno in quantità sufficienti per nutrire le piante, ma diventa inassimilabile quando il pH del suolo si alza troppo, superando la soglia di 6,5.

Il ferro viene assorbito solo in condizioni leggermente acide. Se il pH sale, ad esempio per l’utilizzo di acqua calcarea o concimi alcalinizzanti, la pianta manifesta clorosi ferrica poiché, nonostante la presenza di ferro nel terreno, non riesce più ad assimilarlo adeguatamente. L’assenza di questo microelemento porta all’ingiallimento fogliare.

I sintomi della carenza di ferro nelle piante

Quando una pianta soffre di clorosi ferrica, i sintomi che si manifestano sono molto caratteristici. L’aspetto più evidente è l’ingiallimento delle foglie più giovani e tenere, quelle della parte apicale e dei nuovi germogli. Tale ingiallimento interessa la lamina fogliare nelle zone comprese tra le nervature, che invece rimangono di color verde. Si tratta di un sintomo specifico della carenza di ferro.

Con il progredire del disturbo, anche le foglie più vecchie diventano completamente giallastre e tendono ad avvizzire e seccare. Nei casi più gravi, anche i fiori e i frutti risentono della mancanza di ferro, manifestando cascola e aborto. Riconoscere precocemente questi sintomi è importante per intervenire tempestivamente, ripristinando il giusto apporto di ferro ed evitando un peggioramento dello stato vegetativo.

Misurare il pH del terreno per una diagnosi corretta

Quando si riscontrano i sintomi di clorosi ferrica in una pianta, prima di intervenire è opportuno accertarsi che la causa sia effettivamente la carenza di ferro, misurando il pH del terreno. Solo così si può avere la conferma che il problema derivi dall’eccessiva alcalinità del suolo, che impedisce l’assorbimento del ferro. Per misurare il pH sono disponibili pratiche cartine tornasole oppure precisi pHmetri digitali.

Una volta verificato che il pH è superiore a 6,5, soglia oltre la quale il ferro diventa inassimilabile, si può procedere al trattamento specifico con solfato ferroso, altrimenti si rischierebbe di acidificare inutilmente il terreno. Una diagnosi corretta del disturbo, valutando il pH, è quindi il primo passo per intervenire nel modo più adeguato. Solo così si può risolvere la carenza in modo efficace e duraturo.

Il solfato di ferro per risolvere velocemente il problema

Una volta accertata la carenza di ferro tramite misurazione del pH, è possibile intervenire efficacemente con l’utilizzo di solfato ferroso, un concime che apporta immediatamente questo elemento alla pianta. Il solfato di ferro si presenta in forma di polvere di colore verde, è molto acido con pH inferiore a 2 e contiene ferro in forma prontamente assimilabile.

Spruzzato sul terreno e bagnato con un’irrigazione leggera, abbassa rapidamente il pH rendendo nuovamente disponibile il ferro già presente e veicolandone altro immediatamente assimilabile. In questo modo la pianta può riprendere velocemente vigore e sintetizzare nuovamente clorofilla, eliminando il problema alla radice. I nuovi germogli torneranno sani e il fogliame ingiallito verrà sostituito. Il solfato ferroso che puoi acquistare qui, è quindi un ottimo rimedio d’urto per risolvere casi di clorosi ferrica.

Prevenire la clorosi con concimi organici e terreno acido

Per prevenire casi di clorosi ferrica è opportuno rendere il terreno stabilmente acidulo, con pH leggermente inferiore a 6,5, e migliorarne la struttura. Questo si può ottenere apportando regolarmente concimi organici, come letame maturo, compost o lupini macinati. I concimi organici, oltre ad acidificare il suolo, forniscono sostanza organica che trattiene meglio l’acqua e crea un ambiente favorevole all’attività biologica di funghi, batteri e lombrichi. Inoltre contengono naturalmente ferro e molti altri elementi utili.

Con un terreno in salute e dal pH corretto, si evitano squilibri che possono portare alla clorosi ferrica. Le piante crescono rigogliose e il ferro viene assimilato normalmente attraverso le radici senza carenze. Migliorando la struttura del suolo e il suo pH con concimazioni organiche mirate si può prevenire alla base questo disturbo.

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