Innesto bergamotto: Guida completa passo passo per principianti

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Coltivare il carrubo da innesto presenta numerosi vantaggi rispetto alla coltivazione da seme. Le piante innestate entrano prima in produzione, anche dopo soli 2-3 anni dall'impianto, contro i 7-8 anni di quelle da seme. Inoltre i frutti degli alberi innestati sono più grossi, dolci e nutrienti. Grazie all'innesto è possibile propagare le cultivar più pregiate, mantenendo le caratteristiche di sapore, aroma e pezzatura dei frutti.

L’innesto è una tecnica fondamentale per la corretta coltivazione del bergamotto. Questo processo consiste nell’unire una parte di una pianta, chiamata marza, con un’altra pianta chiamata portainnesto. Ciò consente di combinare le migliori caratteristiche di entrambe le piante.

Per il bergamotto, l’innesto permette di ottenere piante dai frutti con le stesse qualità di profumo e sapore della pianta madre. Inoltre, il portainnesto apporta vigoria, resistenza alle malattie e adattamento al clima. L’innesto va effettuato in primavera.

Questa guida illustra nel dettaglio come eseguire con successo l’innesto del bergamotto, fornendo preziose indicazioni su tipi di innesto, procedimento, cure post-innesto e tanto altro. Scopri i vantaggi e i segreti di questa tecnica indispensabile per garantire una coltivazione sana e produttiva del bergamotto.

Periodo esatto per fare l’innesto del bergamotto

Il periodo migliore per innestare il bergamotto può variare a seconda della zona di coltivazione. Nelle regioni del Centro-Sud Italia, caratterizzate da inverni miti, l’innesto può essere eseguito già a partire da febbraio. Nelle aree settentrionali, invece, è preferibile posticipare questa operazione a marzo o aprile, mesi in cui il rischio di gelate tardive è ormai ridotto.

In entrambi i casi è importante scegliere un periodo in cui la linfa è in piena circolazione nella pianta, per favorire la saldatura dei tessuti tra marza e portainnesto. La finestra ideale è la primavera, quando iniziano i primi risvegli vegetativi dopo la stasi invernale.

Di cosa avrai bisogno per l’innesto del bergamotto

Innanzitutto, serviranno una marza, cioè una porzione di ramo con gemme di un albero di bergamotto da propagare, e un portainnesto di arancio amaro o limone. Oltre a queste due componenti vegetali, bisognerà munirsi di un buon coltello da innesto ben affilato per effettuare tagli netti e precisi, un mastice cicatrizzante per proteggere la zona di innesto, delle fasce elastiche per fissare saldamente marza e portainnesto e un pennello per stendere il mastice.

Avere a disposizione questi semplici materiali permetterà anche ai principianti di eseguire in autonomia l’innesto del bergamotto, una tecnica fondamentale per ottenere piante dalle ottime caratteristiche.

Quale tecnica di innesto è consigliata per il bergamotto

La tecnica maggiormente utilizzata e consigliata è quella a gemma. Questo tipo di innesto prevede l’inserimento di una singola gemma, prelevata dalla marza del bergamotto, all’interno di un’incisione praticata nel portainnesto. La gemma deve essere posizionata con cura nel punto in cui si trovava il ramo asportato dal portainnesto.

L’innesto a gemma garantisce un’elevata percentuale di attecchimento e saldatura tra marza e portainnesto. Inoltre, permette di sfruttare al massimo il potenziale della gemma nello sviluppo della nuova pianta. È quindi la tecnica ideale per propagare il bergamotto preservandone le migliori caratteristiche aromatiche e produttive.

Come innestare il bergamotto

Per prima cosa, si preleva dalla pianta madre una marza con un rametto di circa 10 cm e almeno una gemma. Si effettua un taglio di sbieco appena sotto la gemma. A questo punto, sul portainnesto si pratica un’incisione a T in corrispondenza di un ramo laterale, incidendo la corteccia e il legno fino al cambio.

Si inserisce la gemma nell’incisione, avendo cura di far combaciare perfettamente cambio e corteccia di marza e portainnesto. Si avvolge tutto con un nastro protettivo e si applica il mastice cicatrizzante.

Nei mesi seguenti, si rimuove gradualmente il nastro man mano che avviene la saldatura dei tessuti. Con pazienza e le giuste accortezze, in poco tempo dalla gemma si svilupperà un nuovo ramo del bergamotto innestato.

Cure post innesto del bergamotto

Dopo aver eseguito l’innesto, bisogna prestare alcune cure specifiche affinché l’operazione vada a buon fine. Nei primi giorni è importante controllare che non si verifichino scollamenti tra marza e portainnesto, ripristinando all’occorrenza il fissaggio. Bisogna inoltre vaporizzare spesso acqua sulla zona innestata per mantenerla umida, evitando ristagni.

Con il passare delle settimane, si devono gradualmente eliminare legacci e protezioni, monitorando la cicatrizzazione dei tessuti. Durante la prima estate, le irrigazioni devono essere frequenti. La potatura va effettuata con estrema cautela per non danneggiare il punto d’innesto.

Solo quando il nuovo ramo avrà raggiunto uno sviluppo sufficiente, dopo 1-2 anni, si può rimuovere il portainnesto poco sotto l’innesto. Con le giuste attenzioni post-innesto si otterrà una nuova pianta di bergamotto vigorosa e produttiva.

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