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I semi di Moringa possono rimuovere le microplastiche dall’acqua
I semi di Moringa possono rimuovere le microplastiche dall’acqua potabile con un’efficienza superiore al 98%. L’estratto salino di Moringa oleifera compete direttamente con il solfato di alluminio nei sistemi di filtrazione rapida. La ricerca conferma la validità del metodo per acque a bassa torbidità senza necessità di fasi energetiche di flocculazione.
Indice
I semi di Moringa possono rimuovere le microplastiche dall'acqua potabile con un'efficienza del 98,5%, performando come il solfato di alluminio. Il coagulante naturale opera efficacemente tra pH 5,0 e 8,0, superando i limiti dell'allume in condizioni alcaline. La filtrazione in linea elimina la necessità di flocculazione, riducendo costi energetici e operativi.
Sebbene l'estratto aumenti il carbonio organico disciolto, riduce l'assorbanza UV specifica dell'88%, limitando la formazione di sottoprodotti di disinfezione. Questi risultati confermano la Moringa come alternativa sostenibile per il trattamento di acque a bassa torbidità.
Efficienza comparata nei sistemi di filtrazione
Lo studio ha testato la rimozione di microplastiche di cloruro di polivinile (PVC) invecchiato, concentrate a 15 mg/L con diametro medio di 15,0 μm. L’acqua sintetica conteneva anche 10 mg/L di acido umico per simulare la materia organica naturale. Le prove hanno confrontato la filtrazione diretta, che include coagulazione e flocculazione, con la filtrazione in linea, dove la coagulazione precede immediatamente il passaggio nel filtro.
Le condizioni migliori hanno garantito una riduzione della torbidità superiore al 98%. L’estratto di Moringa ha raggiunto questo risultato con un dosaggio di 30 mg/L a pH 6,0. Il solfato di alluminio ha ottenuto prestazioni simili con 9 mg/L nelle stesse condizioni di acidità. La microscopia elettronica a scansione ha validato questi dati, confermando una rimozione delle particelle di PVC pari al 98,5% per la Moringa e al 98,7% per l’allume.

L’analisi degli aggregati ha mostrato dimensioni medie di 43-46 μm dopo la sola coagulazione. La fase aggiuntiva di flocculazione ha aumentato gli aggregati a 61-66 μm. Nonostante questo incremento, la filtrazione in linea ha operato con la stessa efficacia della filtrazione diretta. La fase di flocculazione risulta quindi non necessaria per ottenere una rimozione efficiente delle microplastiche in queste configurazioni.

Vantaggi operativi e intervallo di pH
I semi di Moringa possono rimuovere le microplastiche dall’acqua mantenendo alte prestazioni in un intervallo di pH più ampio rispetto all’allume. L’estratto vegetale garantisce abbattimenti superiori al 99% tra pH 5,0 e 8,0. Il solfato di alluminio perde efficacia a pH 8,0 a causa della formazione di specie cariche negativamente che non neutralizzano le particelle sospese.
L’indice di filtrabilità di Ives ha misurato l’efficienza complessiva del processo considerando perdita di carico e qualità dell’effluente. Valori più bassi indicano prestazioni migliori. L’estratto di semi ha registrato l’indice minimo a 30 mg/L e pH 6,0, superando la consistenza mostrata dall’allume a pH alcalini. Questi dati suggeriscono una maggiore flessibilità operativa per gli impianti che utilizzano coagulanti naturali.
Impatto sulla materia organica e qualità dell’acqua
L’uso dell’estratto di Moringa introduce materia organica residua nell’acqua trattata, aumentando il carbonio organico disciolto (DOC). Questa presenza deriva da proteine, lipidi e vitamine contenuti nei semi. Nonostante l’aumento del DOC, il trattamento ha ridotto l’assorbanza ultravioletta specifica (SUVA) dell’88%.
La diminuzione del SUVA indica la rimozione selettiva delle frazioni aromatiche e idrofobe della materia organica naturale, come l’acido umico. La riduzione di questi composti abbassa il rischio di formazione di sottoprodotti di disinfezione, quali i trialometani, durante la successiva clorazione.
Le frazioni idrofile a basso peso molecolare rimangono nell’acqua a causa della loro origine vegetale, ma il bilancio complessivo favorisce la sicurezza sanitaria grazie all’abbattimento dei precursori aromatici.
Botanica e versatilità della Moringa oleifera
La Moringa oleifera, classificata nella famiglia botanica delle Moringacee, origina delle regioni sub-himalayane dell’India e del Pakistan. L’albero cresce fino a un’altezza compresa tra 5 e 10 metri, sviluppando foglie composte tri-pennate e fiori bianchi o giallo pallido. La pianta mostra una notevole resilienza ambientale, adattandosi a diversi tipi di suolo e resistendo a periodi di siccità prolungata. La temperatura ottimale per la crescita si colloca tra i 25 e i 35 °C, condizione che ne favorisce la diffusione nelle fasce tropicali ed equatoriali del globo.
Oltre all’impiego nella depurazione delle acque, quasi tutte le parti della pianta trovano utilizzo nell’alimentazione umana e animale. Foglie, fiori e baccelli immaturi apportano proteine di alta qualità, aminoacidi essenziali, vitamine e minerali. I semi contengono oli stabili e composti bioattivi con proprietà antimicrobiche e antiossidanti. La tradizione medica in Asia e Africa impiega estratti di radici, foglie e semi per il trattamento di diverse patologie, sfruttando le potenzialità farmacologiche dei fitochimici presenti nei tessuti vegetali.
L’applicazione dei semi nella filtrazione dell’acqua sfrutta la presenza di proteine cationiche e composti flocculanti naturali. Queste sostanze agiscono aggregando le particelle sospese e i contaminanti organici, facilitandone la rimozione fisica. L’uso della Moringa nei sistemi di trattamento idrico combina quindi la depurazione da microplastiche con un approccio sostenibile, riducendo la dipendenza da coagulanti sintetici e promuovendo soluzioni ecologiche per la sicurezza idrica globale.
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