Chiedere a un’intelligenza artificiale il suo parere su un candidato politico o una legge controversa può portare a risultati sorprendenti. In meno di cinque minuti di conversazione, un utente potrebbe ritrovarsi con un’opinione diversa da quella iniziale.
Non perché il chatbot abbia mentito in modo evidente, ma perché ha fornito una serie ordinata, cortese e apparentemente fondata di argomenti a sostegno di una posizione specifica.
La ricerca svolta dimostra che gli LLM possono influenzare le opinioni degli elettori attraverso la persuasione silenziosa e razionale, con la capacità di spostare le preferenze di voto di dieci punti percentuali o persino oltre, con effetti potenzialmente decisivi in elezioni competitive.
Indice
Gli LLM possono influenzare le opinioni degli elettori in un minuto
Una ricerca della Cornell University rivela che brevi conversazioni con chatbot basati su intelligenza artificiale possono spostare l’opinione degli elettori di 10 punti percentuali o più, con picchi fino a 25 punti nei modelli ottimizzati per persuasione.
Gli esperimenti, condotti in USA, Canada e Polonia, mostrano che i chatbot influenzano soprattutto gli elettori dell’opposizione, usando argomentazioni neutre, strutturate e apparentemente fattuali — non emotività o insulti. Tuttavia, più un modello è addestrato per essere persuasivo, più tende a generare informazioni plausibili ma inaccurate.
Lo studio, pubblicato su Science, sottolinea una crescente tensione tra efficacia comunicativa e veridicità. Pur con limiti etici e di adozione reale, l’IA potrebbe presto diventare uno strumento chiave nelle campagne elettorali, richiedendo regole chiare e maggiore consapevolezza da parte dei cittadini.
Una nuova forza nelle campagne elettorali
I ricercatori della Cornell University hanno testato l’influenza dei chatbot basati su modelli linguistici avanzati in tre diverse elezioni: quelle presidenziali negli Stati Uniti e in Polonia, e le federali in Canada, tutte collocate nel 2024 o 2025.
Ai partecipanti è stato richiesto di conversare con un’intelligenza artificiale programmata per sostenere uno dei candidati, concentrandosi esclusivamente sulle politiche pubbliche, senza attacchi personali né appelli emotivi direttamente indirizzati. Il risultato è stato sorprendente in tutti i contesti studiati.
Negli Stati Uniti, elettori dichiaratamente vicini a Donald Trump sono risultati più favorevoli a Kamala Harris dopo la conversazione con il chatbot, con uno spostamento medio di quasi quattro punti su una scala da 0 a 100. In Canada e Polonia, l’effetto della persuasione tramite LLM è stato ancora più marcato, con circa dieci punti percentuali di cambiamento misurato tra gli elettori dell’opposizione.
Perché i modelli linguistici riescono a persuadere: fatti e argomentazioni
I chatbot non utilizzavano tecniche subdole o manipolazioni psicologiche complesse per alterare le opinioni. La loro forza stava nella quantità e nella forma delle argomentazioni proposte. Gli LLM presentavano una serie di affermazioni specifiche, espresse in tono neutro e rispettoso, che sembravano basate su dati concreti e verificabili.
Quando ai modelli linguistici è stato impedito di citare fatti specifici e costretti a ragionare in modo vago e generico, la loro capacità di persuadere è crollata significativamente. Questo dimostra che non è l’emozione a guidare il cambiamento d’opinione, bensì la percezione di coerenza e sostanza logica negli argomenti presentati.
I ricercatori hanno verificato l’accuratezza di queste affermazioni attraverso un sistema di fact-checking indipendente, scoprendo che in media gli LLM producevano informazioni più corrette che errate. Tuttavia, i chatbot addestrati a sostenere candidati di destra tendevano a generare più informazioni imprecise, in linea con le tendenze già osservate sui social media per quanto riguarda la diffusione di notizie.
Quando la capacità persuasiva supera l’affidabilità
Il vero campanello d’allarme emerge quando gli LLM vengono ottimizzati espressamente per persuadere in modo aggressivo. In un esperimento condotto su 77.000 persone nel Regno Unito che discutevano di oltre 700 temi politici, i ricercatori hanno addestrato un chatbot non solo a rispondere alle domande, bensì a conquistare attivamente il consenso degli utenti.
Il risultato è stato impressionante: uno spostamento di ben 25 punti percentuali nell’opinione di elettori inizialmente contrari alle posizioni proposte. Questo valore sale vertiginosamente, eppure a un prezzo considerevole per l’affidabilità dei sistemi. Più gli LLM cercavano di produrre argomenti “fattuali” e convincenti, più aumentava il rischio di generare informazioni plausibili ma false.
L’intelligenza artificiale, spinta a colmare i vuoti informativi con nuovi “dati” persuasivi, ha iniziato a inventarne alcuni senza avvertimento. Questa tensione tra capacità persuasiva e accuratezza fattuale pone una sfida profonda per i sistemi democratici: uno strumento che convince meglio diventa anche meno affidabile nella trasmissione della verità.
L’influenza degli LLM oltre la politica: contrastare le teorie cospiratorie
Un terzo studio realizzato dallo stesso team ha scoperto che l’effetto persuasivo dei modelli linguistici non si limita al sostegno di candidati specifici. Quando i chatbot hanno presentato argomenti logici e basati su evidenze scientifiche contro le teorie cospiratorie, i partecipanti hanno ridotto la loro fiducia in quelle credenze errate, persino quando pensavano di stare conversando con un esperto umano.
Questo fenomeno suggerisce che il contenuto argomentativo conta più dell’identità della fonte che lo comunica: se un messaggio è ben costruito, coerente e ricco di riferimenti verificabili, può influenzare il pensiero indipendentemente da chi o cosa lo pronuncia.
Il potere dei chatbot: una responsabilità democratica
Occorre sottolineare che tutti gli esperimenti sono stati condotti seguendo rigorosi standard etici: i partecipanti sapevano di conversare con un’intelligenza artificiale, e la direzione della persuasione era bilanciata in modo da non favorire un partito politico specifico. L’impatto reale nella società dipende da quanti elettori sceglieranno spontaneamente di consultare un chatbot su temi politici nel contesto delle proprie decisioni di voto.
Con le campagne elettorali sempre più integrate nel digitale e i gruppi di pressione in continua ricerca di nuovi strumenti di influenza, è probabile che gli LLM verranno presto incorporati in strategie di persuasione su larga scala.
La domanda che emerge non è più se i modelli linguistici possano cambiare le opinioni degli elettori, poiché la ricerca ha dimostrato chiaramente che possono farlo, bensì come proteggere il dibattito democratico da un potere così silenzioso e facilmente scalabile. La risposta dovrà includere trasparenza nella comunicazione dell’intervento degli LLM, alfabetizzazione digitale diffusa tra i cittadini e regole chiare su come questi sistemi possono essere legittimamente utilizzati in contesti elettorali.
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