Ginepro cinese: Guida alla cura e alla coltivazione

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coltivare il ginepro

Predilige posizioni soleggiate, in piena luce. Teme il ristagno idrico, per cui è bene utilizzare un terriccio fertile ma drenante. Va annaffiato regolarmente evitando i ristagni, specialmente durante la stagione calda. Nella bella stagione è consigliabile vaporizzare anche le foglie. La concimazione deve essere effettuata nel periodo primaverile-estivo con concimi specifici, ripetuta 2-3 volte all'anno.

La pianta di ginepro cinese (Juniperus chinensis “Stricta”) è una conifera dalle eccezionali proprietà curative. Si tratta di un arbusto sempreverde dalla forma stretta e conica, con corteccia desquamante e foglie aghiformi aromatiche che vanno dal verde al bluastro. I frutti sono di colore violaceo-marrone. Questa pianta può raggiungere i 300 cm di altezza ed è molto resistente a freddo e siccità.

Il ginepro cinese viene impiegato nella medicina tradizionale cinese e ayurvedica grazie ai suoi principi attivi benefici. Le sue bacche, i germogli e l’olio essenziale vantano effetti benefici per la salute. Questa conifera sempreverde è inoltre molto apprezzata nell’arte bonsai, per la sua bellezza e adattabilità. In particolare le varietà Juniperus rigida e Juniperus chinensis sono tra le più diffuse tra i coltivatori, nonostante la lenta crescita.

Come curare il Ginepro cinese

Il ginepro cinese è una pianta dalle ottime qualità, ma necessita di alcune cure specifiche per crescere rigoglioso. Questa conifera ha caratteristiche diverse in base all’età: nelle piante giovani le foglie sono aghiformi, lunghe e chiare; in quelle adulte sono piccole e squamiformi. Produce tipiche bacche bluastre che scuriscono a maturazione.

È la conifera più adatta per bonsai, dato che il suo legno, flessibile da verde, diventa duro e resistente una volta scortecciato. Per una corretta cura, occorre prestare attenzione a esposizione, annaffiature, rinvaso, potatura e concimazione. Va coltivato in pieno sole, con irrigazioni moderate e costanti. Rinvasi ogni 2-5 anni, potature di formazione e mantenimento, e concimazioni bilanciate. Con queste accortezze il ginepro cinese si mantiene rigoglioso tutto l’anno.

Esposizione del Ginepro cinese

Predilige un’esposizione all’aperto, in luogo ventilato e soleggiato gran parte della giornata. Si adatta facilmente alle più svariate condizioni climatiche grazie alla sua proverbiale resistenza. Tuttavia, è bene proteggerlo dagli eccessi di caldo intenso e dalle gelate più rigide. In generale, questa rustica conifera non teme le avversità atmosferiche, anzi le condizioni impervie tendono ad esaltarne il carattere forte e longevo.

Annaffiature

Per un corretto sviluppo necessita di una costante umidità del terreno, che deve essere mantenuto leggermente umido evitando sia eccessi d’acqua che periodi di siccità. Si consiglia di annaffiare regolarmente la pianta e di effettuare quotidianamente una vaporizzazione su aghi e rami, preferibilmente la mattina o a mezzogiorno d’inverno. Non fatevi trarre in inganno dalla sua capacità di crescere in natura in territori aridi: per esprimere vigorosamente tutto il suo potenziale, il ginepro cinese ha bisogno di una moderata ma costante irrigazione.

Terreno ideale

Predilige un terreno di medio impasto, sciolto, fresco e ben drenato. L’ideale è un mix di terriccio universale, sabbia e lapillo in parti uguali, per garantire un buon equilibrio tra capacità di trattenere umidità e drenaggio. È fondamentale evitare i ristagni idrici. Per questo si consiglia di sistemare sul fondo del vaso uno strato drenante di argilla espansa o ghiaia. Il ginepro può adattarsi a diversi tipi di terreno, l’importante è che non siano né eccessivamente compatti né soggetti a eccessiva umidità.

Rinvaso

Il rinvaso va effettuato con attenzione per non danneggiare l’apparato radicale. Il momento ideale è la primavera, quando le gemme iniziano a gonfiarsi. Per i giovani esemplari in fase di crescita, si consiglia di rinvasare ogni 2 anni, mentre per quelli già formati è sufficiente ogni 4-5 anni. Durante il rinvaso, è fondamentale intervenire con cura durante la potatura delle radici, in particolare su quelle più fini e delicate, per non comprometterne lo sviluppo.

Potatura

La potatura si distingue in potatura di formazione e di mantenimento. La prima serve durante i primi anni di vita della pianta per dare una forma armonica ed eliminare le crescite in eccesso. Si effettua principalmente tra febbraio e marzo, con tagli anche drastici sui rami principali. Meglio comunque procedere in modo graduale.

La potatura di mantenimento su esemplari adulti si effettua asportando i germogli sul tronco e accorciando quelli sui rami principali. Per ringiovanire si mantengono i germogli nuovi. Questi interventi mirati, nel periodo di riposo vegetativo, sono fondamentali per conservare forma e salute della pianta negli anni.

Concimazione

Tra aprile e luglio, si dovrebbe aggiungere un fertilizzante liquido biologico ogni due settimane, accompagnato da un attivatore di crescita, oppure optare per un fertilizzante granulare biologico ogni mese. Dall’ultima parte di agosto fino a ottobre, è consigliabile somministrare un fertilizzante, liquido o granulare, biologico ogni due settimane.

È opportuno distribuire un fertilizzante granulare biologico due volte all’anno, una in autunno e un’altra alla fine dell’inverno. Per favorire lo sviluppo delle radici, si può usare un fertilizzante liquido bio-minerale arricchito di vitamine. In totale, si dovrebbero pianificare da tre a quattro trattamenti all’anno con un fertilizzante minerale per la cura delle piante.

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