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Genova vieta la pubblicità di combustibili fossili
Il consiglio comunale di Genova ha sancito questa settimana una svolta storica nelle politiche climatiche urbane. Genova vieta la pubblicità di combustibili fossili negli spazi pubblici e diventa la seconda città italiana ad adottare tale misura dopo Firenze. I consiglieri hanno approvato la mozione con 23 voti favorevoli e 14 contrari. Il provvedimento blocca specificamente gli annunci di prodotti derivati dal petrolio e dal gas caratterizzati da un’elevata impronta di carbonio.
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Genova diventa la seconda città italiana a vietare la pubblicità dei combustibili fossili negli spazi pubblici, unendosi a Firenze e a oltre 50 realtà globali. Il consiglio comunale ha approvato la mozione con 23 voti a favore per rimuovere annunci dannosi per il clima e la salute da luoghi come fermate e stazioni. L'iniziativa si inserisce in un movimento internazionale che vede città come L'Aia e Sydney bandire totalmente tali promozioni.
Il segretario Onu António Guterres ha paragonato queste campagne a quelle del tabacco, invitando i media a interrompere i legami con il settore fossile. Esperti e attivisti sottolineano come tale misura sia necessaria per favorire una transizione energetica equa e contrastare il greenwashing delle grandi compagnie energetiche.
Le dichiarazioni di Francesca Ghio e Andrea Sbarbaro
Francesca Ghio, assessore comunale e prima firmataria della proposta, ha evidenziato il ruolo determinante della comunicazione commerciale nel plasmare le abitudini dei consumatori. La rimozione dei manifesti dalle fermate degli autobus e dalle stazioni ferroviarie libera la cittadinanza da messaggi che normalizzano pratiche dannose per la salute e il clima.
Andrea Sbarbaro, presidente dell’associazione Cittadini Sostenibili, ha definito la decisione un passo concreto per la sicurezza della comunità. La regione ligure subisce frequentemente eventi meteorologici estremi. Eliminare la promozione di fonti inquinanti favorisce stili di vita coerenti con il futuro a lungo termine del territorio.
Il contesto internazionale delle restrizioni pubblicitarie
Oltre 50 città nel mondo hanno già limitato o bandito totalmente le inserzioni pubblicitarie legate all’inquinamento. Comuni olandesi, Stoccolma, Edimburgo e Sydney figurano tra le amministrazioni che hanno applicato restrizioni complete.
L’Aia ha stabilito nel 2024 il primo divieto globale per servizi ad alte emissioni come le crociere e i voli aerei, e la Spagna potrebbe diventare la prima nazione a imporre un blocco a livello nazionale. Il governo di Madrid ha approvato un disegno di legge contro la promozione di veicoli a combustione e delle tratte aeree brevi sostituibili con il treno.
L’appello dell’Onu e di ClientEarth
António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha sollecitato i governi a trattare la pubblicità fossile con la stessa severità riservata al tabacco. Il settore energetico ha attuato operazioni di greenwashing mentre ritardava le azioni climatiche tramite pressioni legali e campagne massive.
Le agenzie di pubbliche relazioni e i media hanno facilitato tale strategia. Guterres ha invitato le aziende tecnologiche e gli operatori della comunicazione a interrompere i rapporti commerciali con i produttori di inquinanti. Johnny White, avvocato di ClientEarth, ha ribadito l’urgenza di tagliare i legami con le industrie sistemicamente dannose. La società deve scegliere tra una transizione energetica rapida o la persistenza di influenze che ostacolano la tutela del clima.
L’impatto sanitario dell’inquinamento atmosferico
La decisione di Genova risponde a un’emergenza sanitaria globale spesso sottovalutata. I fumi di carbone, petrolio e gas naturale rilasciano particelle invisibili che penetrano nei polmoni e raggiungono il flusso sanguigno, danneggiando organi vitali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha registrato 4,2 milioni di morti premature nel 2019 causate dalle polveri sottili nell’aria esterna.
I bambini e gli anziani subiscono le conseguenze più gravi. Studi nel Colorado hanno rilevato un aumento del 30% nei difetti cardiaci congeniti per i neonati di madri residenti vicino ai pozzi estrattivi. Negli Stati Uniti, ricerche sull’invecchiamento della popolazione dimostrano che livelli di inquinamento considerati “sicuri” dalle normative causano comunque decessi tra gli anziani affetti da patologie pregresse.
Il costo umano si aggiunge a quello economico. Il Fondo Monetario Internazionale stima in sette trilioni di dollari i sussidi globali ai combustibili fossili nel 2022, una cifra che nasconde le spese reali per la salute pubblica. La transizione verso energie rinnovabili è dunque una misura di medicina d’urgenza capace di salvare vite immediatamente. Per un’analisi dettagliata sui dati delle morti premature e gli effetti specifici sulla salute, consulta il nostro approfondimento dedicato all’inquinamento da combustibili fossili.
PS: La redazione non pubblicherà commenti che deridano la crisi climatica o neghino gli effetti nocivi dei combustibili fossili sulla salute.
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Notizia davvero interessante, non sapevo di questa iniziativa. Grazie per l’infomarzione.