SEGUI QUANDO SI PIANTA SU
Le femmine di granchio sensibili ai campi elettromagnetici stanno mostrando comportamenti alterati in presenza dei cavi elettrici sottomarini installati per i parchi eolici offshore. Nel silenzio delle profondità marine, dove la luce solare non penetra e le correnti dominano i movimenti, gli animali si orientano attraverso forze invisibili all’occhio umano.
Il campo magnetico terrestre funziona come bussola naturale che guida pesci, tartarughe e crostacei durante le migrazioni e la ricerca del cibo. L’espansione delle energie rinnovabili offshore ha introdotto un nuovo elemento nell’ambiente marino: i campi elettromagnetici generati dai cavi elettrici sottomarini che trasportano l’energia prodotta.
Una scoperta documenta che non tutti gli animali reagiscono uniformemente a questa nuova presenza. Le femmine di granchio mostrano attrazione verso i campi elettromagnetici artificiali, un comportamento che potrebbe modificare i pattern migratori, le abitudini riproduttive e il futuro demografico della specie.
Indice
Migrazione dei granchi alterata dai cavi delle pale eoliche in un minuto
Le femmine di granchio sensibili ai campi elettromagnetici generati dai cavi sottomarini dei parchi eolici offshore mostrano comportamenti alterati. I cavi producono campi fino a 2.700 microtesla, molto superiori al campo magnetico terrestre naturale. Le femmine trascorrono il 131% in più di tempo nelle zone con campi intensi mentre i maschi restano indifferenti. Le femmine migrano verso acque profonde per deporre uova e mostrano maggiore fedeltà agli habitat riproduttivi. I campi artificiali potrebbero disorientarle, causare aggregazioni in zone inadatte e ritardare le migrazioni. Altre specie come aragoste, anguille e molluschi usano il campo magnetico per orientarsi.
I campi elettromagnetici artificiali superano quelli naturali
I cavi elettrici sottomarini necessari per connettere i parchi eolici alla rete terrestre generano campi elettromagnetici con intensità che possono superare i 2.700 microtesla.
Il valore risulta significativamente superiore all’intensità del campo magnetico naturale della Terra che gli animali marini hanno utilizzato per milioni di anni come riferimento per la navigazione. Per molte specie marine, i campi artificiali sono una forza che influenza attivamente la navigazione, la ricerca delle risorse alimentari e i comportamenti riproduttivi.
I maschi di granchio sembrano indifferenti all’esposizione ai campi artificiali mentre le femmine reagiscono in modo evidente muovendosi verso le zone con campo magnetico più intenso. Le femmine trascorrono fino al 131% in più di tempo nelle aree vicine ai cavi elettrici rispetto alle zone con campo magnetico naturale.
Le differenze comportamentali legate al sesso biologico
Le femmine di granchio mostrano maggiore sensibilità ai campi elettromagnetici per ragioni legate al ciclo biologico della specie. Le femmine migrano verso zone marine più profonde per deporre le uova in condizioni ambientali specifiche. La fedeltà agli habitat riproduttivi risulta più marcata nelle femmine rispetto ai maschi che mostrano pattern di movimento meno vincolati.
Guidano il rilascio delle larve in momenti precisi del ciclo riproduttivo sincronizzati con le condizioni ambientali ottimali. La maggiore esposizione ai cambiamenti ambientali rende le femmine più sensibili a segnali che possono alterare i percorsi migratori.
Il campo elettromagnetico artificiale non funziona come rumore di fondo ma come segnale che potrebbe disorientare le femmine durante le migrazioni riproduttive. L’attrazione verso zone con campi intensi può causare aggregazioni in aree inadatte alla deposizione delle uova o ritardare le migrazioni verso gli habitat riproduttivi tradizionali.
Se le femmine si disorientano, l’intera popolazione subisce conseguenze demografiche perché la riproduzione dipende dalla sincronizzazione tra condizioni ambientali e comportamento femminile.
Le conseguenze ecosistemiche oltre i granchi
Aragoste, anguille e diversi molluschi si orientano attraverso la percezione dei campi magnetici durante le migrazioni stagionali e i movimenti giornalieri. Se i campi artificiali confondono le capacità di navigazione, l’effetto altera le dinamiche ecosistemiche complessive.
Le larve rilasciate in momenti sbagliati o in luoghi inadatti hanno tassi di sopravvivenza ridotti. I predatori che dipendono dalla presenza stagionale delle prede in zone specifiche non trovano le risorse alimentari abituali. Le migrazioni bloccate o deviate interrompono i flussi di nutrienti e le catene trofiche.
Se le femmine subiscono gli impatti maggiori, il rapporto tra i sessi nella popolazione si squilibra compromettendo la capacità riproduttiva complessiva della specie. La riduzione della popolazione femminile o la loro concentrazione in zone inadatte riduce il successo riproduttivo e mette a rischio la sostenibilità demografica a lungo termine.
Strategie di mitigazione per le infrastrutture offshore
Ridurre l’impatto dei campi elettromagnetici non impone la cessazione dello sviluppo delle energie rinnovabili, ma la progettazione può essere migliorata per minimizzare gli effetti sulla fauna marina. I cavi possono essere interrati a profondità maggiori dove l’intensità del campo diminuisce con la distanza.
La schermatura dei cavi attraverso materiali appropriati riduce l’emissione di campi elettromagnetici nell’ambiente circostante. Le valutazioni di impatto ambientale devono includere analisi specifiche sui comportamenti animali differenziati per sesso biologico.
Costruire un futuro energetico sostenibile implica considerare non solo i parametri tecnici di potenza ed efficienza ma anche gli impatti sui comportamenti degli organismi che vivono negli ambienti marini dove le infrastrutture vengono installate.
Le femmine come indicatori biologici del cambiamento ambientale
Il movimento delle femmine verso i campi elettromagnetici artificiali riflette un istinto di navigazione che si è evoluto in presenza del campo magnetico terrestre naturale.
L’istinto che una volta guidava le femmine verso gli habitat riproduttivi ottimali ora le porta verso fonti artificiali di segnale magnetico che non offrono vantaggi biologici. Se la tecnologia umana non viene corretta per ridurre l’interferenza con i sistemi sensoriali naturali, il destino delle femmine di granchio cambierà insieme a quello di molte altre specie marine che dipendono dal campo magnetico per la sopravvivenza.
Proteggere la vita marina significa ascoltare i segnali che gli organismi inviano attraverso i cambiamenti comportamentali osservabili, anche quando gli animali non possiedono voce per comunicare direttamente il disagio causato dalle alterazioni ambientali antropogeniche.
Fonte:
Dal nostro Magazine: