fbpx

Errori comuni nella potatura dell’olivo: Cosa evitare per la salute e la produttività della pianta

68

Poche accortezze fanno la differenza tra un albero sano e uno stressato. Con i giusti tagli di contenimento, il giardiniere rispetta la natura della pianta. Potature troppo invasive la danneggiano in modo irreparabile. L'olivo va curato con amore, osservandone la crescita ed intervenendo con delicatezza quando necessario.

L’olivo è una pianta molto longeva e robusta, che sopporta anche potature sbagliate. Tuttavia, alcuni errori possono provocare gravi danni se fatti con costanza. Quindi è importante conoscere le tecniche errate da evitare per non stressare e indebolire le piante. In questo articolo parleremo degli errori più comuni nella potatura dell’olivo e delle tecniche da non usare se vogliamo degli alberi sani e produttivi.

Alcune capitozzature drastiche, ad esempio, possono addirittura far morire una pianta nel lungo termine. Vedremo nel dettaglio perché alcuni tipi di potatura mettono in crisi il naturale equilibrio e la circolazione linfatica dell’olivo. Impareremo quali sono i metodi corretti per contenere la chioma senza danneggiare la pianta a livello fisiologico. Piccole accortezze che fanno una grande differenza per la salute del nostro oliveto.

La forma ad elicottero

La cosiddetta forma ad elicottero è da evitare nella potatura dell’olivo. Consiste nell’eliminare tutte le cime della chioma, lasciando solo rami orizzontali. Il risultato è una conformazione innaturale, con branche sporgenti ai lati come le pale di un elicottero atterrato. Tenere i rami sempre orizzontali causa grandi stress per la pianta. In quella posizione, infatti, sono esposti costantemente a sole, neve e freddo.

L’olivo reagisce emettendo succhioni, nel tentativo di ristabilire una cima e il giusto flusso linfatico verticale. Ma se tagliamo via questi polloni, la circolazione si blocca e i rami pian piano seccano. È fondamentale rispettare la naturale tendenza dell’olivo a sviluppare una chioma eretta. La forma ad elicottero comporta gravi rischi di deperimento.

La capitozzatura distrugge la pianta

La capitozzatura è probabilmente l’errore più grave che si può commettere potando l’olivo. Consiste nel tagliare tutti i rami principali, lasciando solo monconi di 40-50 cm. Si crede che così la pianta rimanga più piccola e facile da gestire. In realtà, è una tecnica altamente diseducativa che devasta l’olivo nel lungo periodo. Tagliando via tutta la parte produttiva, si impedisce la corretta circolazione della linfa grezza che, elaborata dalle foglie, ridiscende come linfa elaborata.

Inoltre, la capitozzatura è un intervento drastico che causa enormi stress. L’a pianta reagisce con germogli, ma se li eliminiamo credendoli succhioni, il deperimento è inevitabile. Anche se la pianta non muore subito grazie alle sue riserve, la capitozzatura ripetuta porta al decadimento. I rami si seccano e l’olivo viene irrimediabilmente compromesso. È una tecnica da evitare assolutamente.

La potatura a saxofono stressa la pianta

La potatura a saxofono è un altro errore diffuso nella gestione dell’olivo. Prevede di eliminare tutte le cime upright della chioma per contenere l’altezza, mantenendo solo i rami laterali orizzontali. Il risultato è una conformazione innaturale, simile a un sassofono appoggiato col bocchino verso il basso. Questo tipo di potatura mette la pianta in grave crisi. L’olivo tende naturalmente a svilupparsi in verticale e se gli neghiamo la cima si stressa molto, reagendo con continui germogli vitali dal tronco.

Ma se consideriamo tali succhioni uno sbaglio e li tagliamo, creiamo uno squilibrio irreparabile nella circolazione della linfa. È meglio assecondare la naturale tendenza dell’olivo, potando con leggerezza. Forzature eccessive come la conformazione a saxofono non rispettano il suo habitus, inducendo reazioni di autotutela dannose nel lungo periodo.

Evitare una sfoltitura eccessiva

È importante non esagerare con una sfoltitura troppo aggressiva quando si pota l’olivo. Ogni taglio è una ferita che la pianta deve rimarginare, quindi dobbiamo intervenire con parsimonia. Quando conteniamo un ramo, è bene lasciare sempre una ramificazione laterale sana, che funga da nuova cima e mantenga attivo il flusso linfatico.

Per abbassare la chioma possiamo anche tagliare la cima, ma vicino a un rametto di rimpiazzo. Sfoltendo con tagli di ritorno sui rami più vigorosi ed eliminando con gradualità, daremo un giusto equilibrio alla pianta senza indebolirla. L’olivo va potato con sensibilità, mai in modo drastico. Con piccoli accorgimenti manterremo l’olivo in forma, vitale e produttivo per decenni.

Letture correlate:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Like
Close
Quando Si Pianta by Agenzia Eco Web Srl
© Copyright 2020. Tutti i diritti riservati.
Close
Preferenze Privacy