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Erica arborea: guida sulla coltivazione e cura della pianta mediterranea dai fiori profumati

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come coltivarla e curarla

Raggiunge i 6 metri di altezza con rami eretti e una corteccia grigiastra e screpolata che le conferisce un aspetto selvatico e affascinante. Le foglie lineari, verde scuro, in primavera, si adornano di fiori bianchi o rosati, campanulati e profumati, che si raccolgono in infiorescenze, attirando api e impollinatori. Il ciclo di vita si conclude con dei frutti a capsula pieni di semi.

L’Erica arborea, conosciuta anche come erica arborea, è un gioiello delle piante tipiche della macchia mediterranea. Questo arbusto sempreverde, che si distingue per i suoi graziosi fiori bianchi e per il suo portamento eretto, cresce spontaneamente in tutte le regioni italiane, abbracciando con facilità la diversità del paesaggio del nostro paese.

Non solo si tratta di una specie selvatica adattabile, ma l’Erica arborea è anche apprezzata per la sua capacità di essere coltivata come siepe ornamentale, offrendo una soluzione naturale ed esteticamente piacevole per delimitare spazi nel giardino.

Svolge un ruolo cruciale nell’ecosistema, attirando api e altri insetti impollinatori, contribuendo così alla biodiversità e alla salute dell’ambiente naturale. La sua attrattiva si estende anche al settore dell’apicoltura, grazie alla produzione di un miele di alta qualità.

Identificazione botanica della Erica arborea e habitat naturale

Arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Ericaceae e al genere Erica arborea L. del 1753. Dal punto di vista botanico si caratterizza per le foglie sempreverdi, la crescita molto lenta e l’eliofilia, ovvero l’attitudine a vivere in pieno sole. In condizioni ideali può svilupparsi fino a raggiungere un’altezza di circa 5 metri, assumendo quindi un portamento arboreo.

L’habitat naturale prediletto dall’Erica arborea sono gli ambienti con suoli acidi e silicei, come quelli tipici della macchia mediterranea. Un esempio è la Selva di Gallignano, area protetta dove questa specie vegetale cresce spontaneamente insieme ad altre essenze mediterranee. Si distingue per la spiccata adattabilità ad ambienti silicicoli grazie a particolari adattamenti fisiologici.

Come si presenta esteticamente la Erica arborea

Pianta dall’aspetto ornamentale con portamento arbustivo/arboreo e chioma densa. Le foglie sono aghiformi, di colore verde scuro lucido. I fiori, riuniti in densi racemi terminali, sono di colore bianco o rosa e la fioritura avviene tra febbraio e aprile. La corteccia è liscia e di colore grigiastro. I piccoli semi si trovano all’interno delle capsule e la semina è opportuna in autunno.

Questa specie è molto apprezzata dalle api che ne bottinano nettare e polline, utili per produrre il pregiato miele uniflorale di erica. I fiori, oltre che bellissimi, emanano un gradevole profumo. L’Erica arborea è quindi una pianta ornamentale molto decorativa sia quando è in fiore, sia quando è spoglia, grazie alla chioma sempreverde e compatta e al portamento elegante.

Come coltivare in giardino la Erica arborea

La maggior parte delle specie di Erica ha un portamento arbustivo contenuto, con fioriture abbondanti in estate o primavera. Anche se alcune possono raggiungere i 6 metri, la Erica arborea si presta bene alla coltivazione in giardinovaso. L’apparato radicale non è molto esteso per cui è adatta anche per balconi e terrazzi. In giardino può essere utilizzata in gruppi omogenei o in aiuole miste con altre piante.

Necessita di esposizione soleggiata e terreno acido, tipicamente una miscela di terriccio e sabbia. Va annaffiata regolarmente in estate evitando i ristagni idrici. La potatura di contenimento si effettua dopo la fioritura.

Propagazione Erica arborea

Si può propagare per talea, sia erbacea che legnosa. Le talee semilegnose si prelevano a luglio, mentre quelle legnose in ottobre. La procedura è simile a quella della talea di rosmarino: si prelevano porzioni di ramo di 10-15 cm, si rimuovono le foglie dalla parte interrata, si utilizza un substrato specifico per acidofile e si mantengono in ambiente ombreggiato a circa 20°C fino a radicazione. Le talee vanno annaffiate con regolarità. Quando si notano nuove foglioline e radici, si trapiantano in vasi singoli con terriccio per acidofile.

Terreno ideale

Il terreno ideale per la coltivazione è acido, con pH attorno a 5,5-6. Questa pianta predilige substrati sciolti e ben drenanti a base di terriccio per acidofile mischiato a sabbia. È fondamentale evitare i terreni calcarei e quelli che tendono a seccare troppo. Un mix specifico per acidofile con torba e sabbia grossolana consente il giusto drenaggio ed evita i pericolosi ristagni idrici. Il substrato va mantenuto costantemente fresco e umido ma non eccessivamente bagnato. 

Esposizione solare

Predilige posizioni luminose ma non tollera la luce solare diretta per tutto il giorno. Va evitato l’eccessivo calore estivo. L’esposizione ideale è a mezz’ombra, in luoghi che ricevono il sole diretto solo per poche ore al mattino o nel tardo pomeriggio. In piena terra o vaso, è bene scegliere con cura l’esposizione, assicurando qualche ora di sole ma riparando la pianta nelle ore centrali e più calde della giornata.

Irrigazione

Necessita di annaffiature regolari per mantenere il terreno costantemente umido ma non eccessivamente bagnato. Non ama la siccità. Nella stagione estiva le irrigazioni devono essere più frequenti, mentre in autunno e inverno possono essere diradate. È importante evitare i ristagni idrici.

Concimazione

Si consigliano concimazioni con prodotti specifici per acidofile da somministrare ogni 15 giorni nel periodo primaverile-estivo. Queste forniscono gli elementi necessari allo sviluppo della pianta. È importante utilizzare un fertilizzante bilanciato e adatto a piante che prediligono terreni acidi, seguendo le indicazioni di dosaggio e frequenza. Le concimazioni vanno sospese in inverno e riprese in primavera.

Potatura e gestione dei parassiti e malattie

La potatura dell’Erica arborea si effettua annualmente dopo la fioritura, tagliando i rami più lunghi e le vecchie infiorescenze per dare forma regolare e stimolare nuove ramificazioni. Tra i parassiti più frequenti ci sono cocciniglia, che forma patine cerose sul fogliame nutrendosi della linfa, e ragnetto rosso che tesse ragnatele quasi invisibili.

Per debellare la cocciniglia sono efficaci olio bianco o insetticidi naturali. Per il ragnetto rosso si utilizzano prodotti come Suriname o Geamic Meta. Monitoraggi regolari e trattamenti tempestivi con bioinsetticidi sono fondamentali per gestire questi parassiti ed evitare il deperimento dell’Erica arborea.

Varietà di Erica arborea

Il genere Erica comprende oltre 3000 specie (Fonte: Treccani) di arbusti sempreverdi della famiglia delle Ericacee, molte endemiche del Sudafrica dove si trovano nel fynbos. Altre specie sono diffuse in Europa, soprattutto nella regione atlantica, e in Turchia, Medio Oriente e penisola arabica. Tra le più note ricordiamo Erica arboreaErica carneaErica cinereaErica tetralix e Erica manipuliflora.

Dove acquistare una piantina di Erica arborea

Per procurarsi una piantina di Erica arborea ci sono diverse opzioni. Una soluzione è rivolgersi ai vivai specializzati in piante mediterranee, dove si possono trovare esemplari già cresciuti in vaso di diverse dimensioni. Un’altra possibilità, molto comoda, è acquistarla online su portali come Amazon, che consentono di riceverla comodamente a casa propria. In alternativa, se si dispone già di una pianta adulta, è possibile moltiplicarla per talea in primavera-estate come già accennato precedentemente.

Curiosità della Erica arborea

Il nome Erica deriverebbe dal greco “ereiken” che significa “rompere”, forse per la fragilità dei rami o per lo scoppiettio del legno bruciando. Altre fonti le attribuiscono proprietà medicinali di frantumare calcoli. Il legno è utilizzato per lavori al tornio e come ottimo combustibile. Le fronde servivano per scope, strame per ovili.

Dal ceppo radicale si realizzano pregiate pipe, soprattutto in Sardegna con esportazioni all’estero. Oltre che per seme e talea, si propaga per margotta. È una pianta mellifera, utile per la produzione del miele. L’Erica arborea ha quindi diversi utilizzi etnobotanici legati alle proprietà del legno, alla capacità mellifera e alle tradizioni artigianali del territorio.

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