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Le emissioni di CO2 raggiungono il livello record nel 2025: il budget per 1,5°C si esaurirà entro il 2030

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In breve: Le emissioni di CO₂ continuano a salire, nonostante le energie rinnovabili e i piani climatici. Il budget per limitare il riscaldamento a 1,5°C si esaurirà entro il 2030 a questo ritmo. Per saperne di più continua la lettura.

Il Bilancio Globale del Carbonio 2025 rivela una notizia allarmante riguardante il riscaldamento climatico globale: le emissioni di CO₂ fossile raggiungeranno 38,1 miliardi di tonnellate durante l’anno in corso, con un aumento dell’1,1% rispetto alle emissioni del 2024.

Nonostante i progressi documentati nella decarbonizzazione di alcuni paesi industrializzati, la crescita della domanda energetica mondiale supera completamente ogni sforzo di riduzione attuato finora. Il risultato diretto consiste in un nuovo record storico di emissioni atmosferiche, mentre il budget di carbonio disponibile per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C si avvicina rapidamente verso l’esaurimento totale.

A questo ritmo di aumento annuale, il budget di carbonio residuo verrà completamente consumato entro il 2030. Senza un calo immediato e drastico delle emissioni di CO₂, il limite climatico simbolo dell’accordo di Parigi diventa irraggiungibile nel prossimo decennio.

Le emissioni di CO2 raggiungono il livello record nel 2025 in un minuto

Le emissioni di CO2 raggiungono il livello record nel 2025: il budget per 1,5°C si esaurirà entro il 2030. Il Bilancio Globale del Carbonio stima 38,1 miliardi di tonnellate di CO₂ fossile, con un aumento dell’1,1%. Nonostante progressi in Cina, India e UE, la crescita globale della domanda energetica supera gli sforzi di decarbonizzazione. 

Il budget residuo per 1,5°C (170 Gt) durerà meno di quattro anni. I pozzi naturali di terra e oceano, già indeboliti dal clima, assorbono sempre meno CO₂: foreste tropicali sono diventate fonti nette. L’aviazione cresce del 6,8%, i combustibili fossili aumentano tutti.

Sebbene 35 paesi abbiano ridotto le emissioni con crescita economica, i risultati restano fragili. La deforestazione cala, ma gli incendi del 2024 mostrano la fragilità degli ecosistemi. Il pianeta ci avverte: servono azioni immediate e drastiche. Limitare il riscaldamento a 1,5°C non è più plausibile senza un’inversione radicale.

Il conto alla rovescia per contenere il riscaldamento a 1,5°C è quasi finito

Il budget di carbonio residuo disponibile per mantenere il riscaldamento globale sotto la soglia di 1,5°C è ormai ridotto a soli 170 miliardi di tonnellate di CO₂ atmosferica, quantità equivalente a appena quattro anni di emissioni ai livelli attuali.

Pierre Friedlingstein dell’Università di Exeter, coordinatore dello studio sul bilancio del carbonio globale, afferma che mantenere il riscaldamento sotto 1,5°C non è più considerato plausibile dalle comunità scientifiche internazionali.

Il Pianeta trasmette un segnale chiaro agli osservatori climatici: anche i pozzi naturali di terra e oceano, i quali assorbono metà delle emissioni umane globali, stanno perdendo progressivamente la loro capacità di assorbimento a causa del cambiamento climatico stesso.

I pozzi di carbonio naturali si stanno indebolendo progressivamente

Una ricerca pubblicata su Nature dimostra che l’8% dell’aumento della CO₂ atmosferica dal 1960 fino al presente è dovuto direttamente al declino dei pozzi naturali di carbonio.

Il riscaldamento globale continuo rende questi pozzi meno efficienti nel loro ruolo biologico: le foreste tropicali, i suoli forestali e gli oceani assorbono quantità sempre minori di anidride carbonica ogni anno. Le foreste tropicali del Sud America e del Sud-Est asiatico, un tempo considerati grandi assorbitori di carbonio, sono diventate fonti nette di CO₂ a causa di deforestazione accelerata, incendi ricorrenti e stress climatici prolungati.

Sebbene il pozzo terrestre globale sia riuscito a riprendersi dopo l’evento di El Niño 2023-24, la tendenza di fondo resta preoccupante per il sistema climatico terrestre.

Andamento regionale delle emissioni di CO2: chi cresce e chi resiste

Durante il 2025, le emissioni di CO₂ presentano andamenti differenti secondo i vari paesi e regioni geografiche. La Cina registra un aumento dello 0,4% grazie alla forte crescita delle energie rinnovabili e a una domanda energetica moderata. L’India mostra un aumento dell’1,4%, rallentato da un monsone precoce e da un minore consumo di carbone nel settore energetico.

Gli Stati Uniti registrano un aumento dell’1,9% a causa di un inverno più freddo e di un maggiore uso di gas naturale per il riscaldamento. L’Unione Europea evidenzia un aumento dello 0,4% dopo anni di calo precedente, causato da effetti climatici stagionali e fattori temporanei.

Il Giappone è un’eccezione positiva con una riduzione del 2,2%, in linea con la transizione energetica in corso nel paese. Il resto del mondo nel complesso registra un aumento dell’1,1%.

Anche se 35 paesi hanno ridotto le emissioni di CO₂ pur crescendo economicamente durante lo stesso periodo, questi successi nel controllo delle emissioni restano isolati e non rappresentativi della tendenza globale. Corinne Le Quéré, ricercatrice nel campo del carbonio globale, avverte che i progressi attuali sono troppo fragili per invertire la traiettoria complessiva. Serve un’azione globale coordinata tra le nazioni.

Tutti i combustibili fossili salgono contemporaneamente

L’aumento complessivo delle emissioni di CO₂ durante il 2025 riguarda tutti i settori di utilizzo dei combustibili fossili: il carbone aumenta dello 0,8%, il petrolio aumenta dell’1,0%, il gas naturale aumenta dell’1,3%.

L’aviazione internazionale ha registrato un aumento particolarmente significativo del 6,8% raggiungendo i livelli di traffico pre-pandemia, mentre il trasporto marittimo internazionale rimane sostanzialmente stabile in termini di emissioni.

La deforestazione continua a emettere circa 4 miliardi di tonnellate di CO₂ ogni anno, quantità compensate solo parzialmente dalla riforestazione naturale e dalla ricrescita spontanea di foreste.

Una lezione amara derivante dal bilancio del carbonio 2025

Sebbene le emissioni totali di CO₂ provenienti da combustibili fossili e da utilizzo dei suoli siano cresciute più lentamente nell’ultimo decennio con un tasso medio di 0,3% annuo rispetto al 1,9% degli anni precedenti, il trend generale complessivo resta positivo in senso sfavorevole.

Julia Pongratz della Ludwig Maximilian University sottolinea che la riduzione della deforestazione registrata in Amazzonia dimostra che le politiche climatiche funzionano quando applicate sistematicamente.

Tuttavia, gli incendi forestali del 2024 dimostrano quanto gli ecosistemi rimangono ancora vulnerabili alle perturbazioni climatiche. Il messaggio scientifico risulta chiaro: non basta ridurre l’utilizzo dei suoli per il carbonio. La comunità scientifica internazionale sottolinea che bisogna fermare simultaneamente il riscaldamento globale per invertire le tendenze attuali.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature ed è frutto della collaborazione del Global Carbon Project, che coinvolge contributi provenienti da oltre 100 istituti di ricerca in tutto il mondo.

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