SEGUI QUANDO SI PIANTA SU
Il fuoco ci accompagna da milioni di anni nella storia dell’umanità. Lo usiamo per cucinare il cibo, riscaldarci durante l’inverno, celebrare momenti importanti e persino per modellare il paesaggio.
Nonostante la sua familiarità nella nostra vita quotidiana, il fuoco rimane un enigma sorprendente. Cos’è veramente il fuoco diventa una domanda più complessa del previsto. Non è un solido, non è un liquido e nemmeno un gas nel senso tradizionale. Non puoi versarlo in un bicchiere.
Non puoi conservarlo in un barattolo. In realtà il fuoco non è materia fisica. È un evento che accade. Una reazione chimica in atto, viva e in movimento continuo. Questo lo rende una delle manifestazioni più affascinanti dell’energia sulla Terra.
Indice
Cos’è veramente il fuoco in un minuto
Il fuoco non è materia, ma un processo: una reazione chimica chiamata combustione. Richiede tre elementi combustibile, ossigeno e calore e produce energia, luce, calore e gas. Le fiamme visibili sono particelle di fuliggine incandescente, non gas stabili.
Il fuoco non è un plasma, anche se in zone molto calde può formarsi plasma debole. Fondamentalmente, è un fenomeno esclusivamente terrestre, perché dipende dall’ossigeno atmosferico, prodotto dalla vita attraverso la fotosintesi.
Senza organismi fotosintetici, non ci sarebbe abbastanza ossigeno per sostenere fiamme come le conosciamo. Il fuoco, quindi, è un dono indiretto della vita stessa.
Come nasce il fuoco e cosa lo alimenta
Per dare vita al fuoco servono tre elementi essenziali che devono essere presenti contemporaneamente. Il primo è un combustibile che può bruciare. Il secondo è l’ossigeno presente nell’aria. Il terzo è una scintilla o fonte di calore iniziale.
Molti materiali possono fare da combustibile come legno, foglie e carta. Qualsiasi materiale organico può fornire il carburante per il fuoco. L’ossigeno arriva dall’aria che respiriamo quotidianamente.
La scintilla iniziale può essere una fiamma, un fulmine oppure una pietra focaia. Questa fonte di calore fornisce l’energia necessaria per innescare la reazione chimica. Se manca anche solo uno di questi tre elementi, il fuoco non si accende oppure si spegne subito.
L’acqua funziona così bene come estinguente per una ragione precisa. Raffredda il combustibile e forma vapore che allontana l’ossigeno dal fuoco. Le bruciature controllate usano invece una strategia diversa. Tolgono il carburante dal terreno creando fasce di protezione che fermano la diffusione degli incendi.
Cosa vedi quando osservi una fiamma
Le fiamme che ammiriamo quando guardiamo un falò non sono materia fisica vera. Sono il risultato visibile di una trasformazione energetica che avviene. Durante la combustione il combustibile si scompone chimicamente.
Libera energia sotto forma di calore intenso e di luce. Produce gas come anidride carbonica e vapore acqueo. Quando l’ossigeno disponibile non è sufficiente, come accade in un falò aperto o in un incendio boschivo, si forma anche della fuliggine.
La fuliggine consiste di minuscole particelle di carbonio che non hanno bruciato completamente. Queste particelle rimangono scaldate a migliaia di gradi. Sono loro che emettono quella luce giallo-arancione che associamo al fuoco.
Più in alto nella fiamma dove la temperatura scende, le particelle continuano a brillare. Emettono luce in lunghezze d’onda invisibili agli occhi umani come l’infrarosso. Quindi le fiamme si estendono molto oltre ciò che i nostri occhi riescono a vedere intorno a noi.
Perché il fuoco non è un gas e non è nemmeno plasma
Molte persone dicono che le fiamme siano gas incandescenti ma questa spiegazione non è completamente corretta. I gas prodotti dalla combustione come il fumo continuano a esistere anche dopo che il fuoco si è spento completamente.
Le fiamme invece scompaiono immediatamente non appena la reazione chimica cessa di avvenire. Non hanno una forma stabile e non possono essere raccolte in un contenitore. Nelle zone più calde di un incendio molto intenso si verifica qualcosa di particolare.
Una piccola frazione di atomi può perdere i suoi elettroni creando un plasma molto debole. Ma il fuoco nel suo complesso non si comporta come un plasma che è uno stato della materia dominato da cariche elettriche e campi magnetici forti.
Il fuoco non conduce l’elettricità attraverso se stesso. Non risponde ai magneti come farebbe il plasma. Il fuoco rimane semplicemente una reazione chimica in azione continua.
Il fuoco esiste solo sulla Terra
Nell’universo i gas e il plasma sono presenti dappertutto nello spazio cosmico. Le stelle brillano perché sono palle di plasma incandescente. Le nebulose sono immense nuvole di gas che si estendono per anni luce. Ma il fuoco con le sue fiamme visibili alimentate dall’ossigeno sembra esistere solo qui sulla Terra nel nostro pianeta.
La ragione è molto profonda e affascinante dal punto di vista biologico. L’ossigeno che alimenta il fuoco è un sottoprodotto della fotosintesi cioè del processo attraverso cui le piante creano energia.
Senza le piante gli alghe e i cianobatteri l’atmosfera terrestre non avrebbe mai accumulato ossigeno a sufficienza per sostenere qualsiasi combustione.
Quindi il fuoco per come lo conosciamo è una conseguenza diretta del fatto che la vita ha trasformato il nostro pianeta nel corso di miliardi di anni. Il fuoco rimane una danza affascinante tra chimica e biologia resa possibile solo in un angolo molto specifico e unico del cosmo intero.
Fonte:
Dal nostro Magazine: