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Cosa c’è nel lato nascosto della Luna: una scoperta Cinese rivela le origini dell’acqua terrestre

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In breve: Sette granelli di polvere sulla Luna rivelano un meteorite mai visto prima: fragile, ricco d’acqua, antico. È la prova che asteroidi simili hanno trasportato l’acqua sulla Terra miliardi di anni fa. Per saperne di più continua la lettura.

Nel silenzio assoluto del lato nascosto della Luna sette minuscoli granelli di polvere raccontano una storia antica. Cosa c’è nel lato nascosto della Luna?

I risultati della missione cinese Chang’e-6 rivelano frammenti contenenti prove di un meteorite mai osservato prima sulla superficie lunare, una condrite CI, un tipo di roccia spaziale fragile e ricca d’acqua.

I granelli di polvere recuperati sono una chiave per capire da dove venne l’acqua sulla Terra e come asteroidi ricchi di sostanze volatili abbiano plasmato il sistema solare nei suoi primo miliardi di anni evolutivi.

Cosa c’è nel lato nascosto della Luna in un minuto

La missione cinese Chang’e-6 ha riportato dalla Luna i primi campioni del lato nascosto, rivelando sette granelli di polvere appartenenti a meteoriti condriti CI — fragili, ricchi d’acqua e mai trovati prima sulla superficie lunare. Questa scoperta, pubblicata su PNAS, dimostra che asteroidi simili hanno colpito la Luna, trasportando elementi volatili come l’acqua. 

Poiché la Luna conserva tracce intatte di impatti antichi, i ricercatori stimano che fino al 30% del materiale meteoritico lunare derivi da questi corpi. Il ritrovamento sostiene l’ipotesi che la Terra abbia ricevuto acqua e composti organici proprio da asteroidi simili, contribuendo alla formazione degli oceani e alla nascita della vita. La Luna si conferma un archivio unico del Sistema Solare primordiale.

Un’esplorazione nel bacino di Apollo

Chang’e-6 ha fatto storia come primo veicolo spaziale umano a raccogliere campioni dal lato lontano della Luna. Atterrato nel bacino di Apollo, una depressione ubicata all’interno dell’enorme cratere Aitken vicino al Polo Sud lunare.

Questa zona rimane speciale perché espone rocce antichissime provenienti dalle profondità della crosta lunare, messe a nudo da impatti cosmici avvenuti miliardi di anni fa.

I due chilogrammi di regolite portati sulla Terra contengono tracce di eventi cosmici dimenticati conservati in uno stato quasi intatto. L’assenza di atmosfera e di attività geologica sulla Luna ha preservato questi campioni dal degrado che caratterizza normalmente le rocce terrestri.

Rocce fragili che non dovrebbero sopravvivere

Le condriti CI rimangono tra i meteoriti più rari sulla Terra perché porose, fragili e ricche di acqua legata in minerali. Tendono a disintegrarsi durante l’ingresso in atmosfera o all’impatto col suolo terrestre.

condriti CI

I condriti CI sono meteoriti molto antichi e rari, ricchi di acqua e composti organici. Hanno una composizione simile a quella del Sistema Solare appena nato, per questo sono come “fossili cosmici”. Sono fragili, difficili da trovare, e la loro presenza sulla Luna dimostra che asteroidi simili hanno portato acqua anche nel nostro sistema planetario miliardi di anni fa.

Sulla Luna i meteoriti colpiscono a velocità iperbolica senza alcun freno atmosferico, rendendo praticamente impossibile che un materiale così delicato potesse sopravvivere all’impatto.

Nel laboratorio dell’Accademia Cinese delle Scienze il geochimico Jintuan Wang e il suo team hanno però identificato sette minuscoli clasti, frammenti incorporati nella regolite, con una composizione chimica identica a quella delle condriti CI. La prova scientifica risiede nei rapporti precisi di ferro, manganese e nichel, nonché nei cristalli di olivina incastonati in vetro d’impatto formato dal calore dell’urto.

Un archivio del sistema solare primordiale

Le condriti CI non sono solo rare ma rappresentano archivi chimici del sistema solare neonato. La loro composizione rispecchia quasi perfettamente quella della nebulosa solare da cui nacquero il Sole e i pianeti. Le missioni spaziali Hayabusa2 e OSIRIS-REx hanno confermato che asteroidi come Ryugu e Bennu sono simili a queste rocce con isotopi di ossigeno identici.

Trovare tracce di condriti CI sulla Luna significa che corpi ricchi d’acqua bombardavano sia la Terra sia la Luna in epoche antichissime. Poiché questi asteroidi contenevano acqua e composti organici è probabile che abbiano contribuito a seminare i mattoni della vita sul pianeta terrestre.

La quantità di materiale meteorico sulla Luna

Il team scientifico stima che fino al trenta per cento del materiale meteoritico nel suolo lunare potrebbe derivare da impattatori simili alle condriti CI. Se questa proporzione rimane accurata gli asteroidi ricchi di acqua erano molto più comuni di quanto suggeriscano i pochi meteoriti trovati sulla Terra.

La Luna, priva di erosione e tettonica, ha conservato questa testimonianza come un archivio intatto. Ogni granello di polvere nel suolo lunare funziona come una capsula del tempo che racconta un’epoca in cui gli oceani terrestri stavano appena cominciando a formarsi nutriti da piogge di detriti spaziali provenienti dallo spazio.

La prova fisica diretta del legame cosmico

Fino a oggi il legame tra meteoriti CI e la Luna rimane solo teorico. Ora per la prima volta esiste una prova fisica diretta che questi asteroidi hanno colpito il satellite terrestre. Se hanno colpito la Luna quasi certamente hanno colpito anche la Terra nello stesso periodo evolutivo.

Questo rafforza fortemente l’ipotesi che l’acqua terrestre e forse persino alcuni precursori della vita non siano nati qui bensì siano arrivati dallo spazio. Sono stati trasportati da corpi celesti fragili e preziosi come le condriti CI provenienti dalle regioni esterne del sistema solare.

Le missioni future sia cinesi sia internazionali potranno usare lo stesso metodo di analisi per cercare altre tracce di questi messaggeri cosmici in nuovi campioni lunari.

La Luna come libro aperto della storia cosmica

La Luna non rimane un satellite sterile e inerte bensì un libro aperto sulla storia del sistema solare. I suoi silenzi nascondono indizi su come siamo diventati ciò che siamo. Questi sette granelli invisibili a occhio nudo ricordano che anche i frammenti più piccoli possono raccontare storie immense sulla formazione dei mondi.

In un’epoca in cui l’umanità torna a sognare viaggi oltre l’orbita terrestre la Luna rivela che non dobbiamo andare molto lontano per scoprire da dove proveniamo e come la vita si è formata sul nostro pianeta.

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