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Coltivare un albero di mango può avvenire in due modi: attraverso i semi o con l’innesto. Usare i semi richiede molto più tempo prima che la pianta dia frutti e spesso non garantisce risultati certi.
Per questo motivo, chi coltiva mango preferisce utilizzare il metodo dell’innesto, che permette di ottenere piante più vigorose e produttive in tempi più brevi.
Indice
Che cos’è l’innesto sugli alberi di mango
L’innesto consiste nell’unire una porzione di una pianta adulta, detta scudetto o marza , con un esemplare giovane che funge da portainnesto. La marza darà origine alla chioma, mentre il portainnesto formerà il tronco e le radici. Questo sistema è il più affidabile per riprodurre varietà specifiche e ottenere piante sane e resistenti.
Per il portainnesto si possono utilizzare varietà come Kensington o il comune mango. L’importante è che sia in buone condizioni al momento dell’innesto. Non esiste un’età precisa, ma di solito si preferisce un esemplare con età compresa tra i sei mesi e l’anno. Anche la marza deve essere sana e dotata di gemme ben sviluppate. È possibile conservarla per poco tempo avvolta nella pellicola e tenuta in frigorifero, ma è consigliabile usarla fresca per ottenere risultati migliori.
Lavorando come in un intervento chirurgico, è fondamentale mantenere puliti gli strumenti e operare in condizioni ottimali. La stagione migliore per effettuare l’innesto va nei mesi più caldi, quando le temperature superano i 18°C. Tra le tecniche disponibili, quelle più efficaci sono l’innesto a spacco, e a occhio dormiente, ma quella maggiormente utilizzata rimane l’innesto a scudetto laterale.
Come praticare l’innesto su un albero di mango
Per iniziare, si sceglie un portainnesto robusto e in crescita. Il fusto deve misurare tra 1 e 2,5 centimetri di diametro, avere colore verde brillante, foglie sane e nessun segno di marciume o malattia. Si taglia il fusto circa 10 centimetri sopra il livello del terreno, usando un coltello affilato o ceselli specifici per innesti. Il taglio deve essere netto e preciso, senza danneggiare la parte sottostante.
Successivamente si pratica uno spacco verticale nel fusto, lungo circa 2,5 centimetri, partendo dalla sommità fino a poco sopra il terreno. Nel frattempo si seleziona la marza da un albero adulto: deve essere dello stesso spessore o leggermente più sottile rispetto al portainnesto e mostrare gemme vive e foglie recenti. Si taglia un tratto di ramo lungo tra i 7 e i 15 centimetri e si eliminano le foglie più alte. Con un coltello si modella la base della marza creando una punta obliqua e si inserisce con cura nello spacco del portainnesto, facendo combaciare bene le superfici.
Una volta posizionata, si fissa il tutto con del nastro per innesti. Per favorire l’attecchimento, si copre l’unione con un sacchetto di plastica trasparente, fissandolo alla base in modo da creare un ambiente umido e protetto. Una volta che iniziano a spuntare nuove foglie, si tolgono sia il sacchetto che il nastro.
Dopo l’innesto, è importante annaffiare con moderazione e controllare regolarmente la pianta per rimuovere eventuali getti indesiderati che crescono alla base. Con questa tecnica, chi coltiva mango riesce a ottenere piante forti, rigogliose e pronte a dare frutti in tempi molto più brevi rispetto alla semina tradizionale.
Cure post innesto
Dopo l’innesto, la pianta di mango richiede cure precise per favorire un buon attecchimento. È essenziale mantenere il terreno costantemente umido ma mai bagnato, evitando ristagni che potrebbero danneggiare le radici; a tal fine, si consiglia l’uso di un sistema di irrigazione a goccia.
Nei primi giorni è opportuno proteggere la pianta dal sole diretto, preferendo una posizione in ombra parziale o con luce filtrata. Per le prime 3-4 settimane è meglio evitare qualsiasi tipo di concimazione, in modo da non sovraccaricare la pianta. Alla base del fusto va applicato uno strato di pacciamatura organica, utile per trattenere l’umidità e regolare la temperatura del terreno.
È importante ispezionare la pianta quotidianamente per individuare precocemente eventuali problemi. La potatura va effettuata solo durante il periodo vegetativo, evitando i mesi freddi. Si raccomanda di posizionare la pianta in un ambiente soleggiato ma protetto dai spifferi e dalle gelate, soprattutto se giovane. Il periodo critico dura circa 20-30 giorni, durante i quali si forma il tessuto cicatriziale che completa l’unione tra marza e portainnesto.
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