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Come coltivare la pianta di Arnica: Pianta officinale per traumi e infiammazioni

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L'arnica montana è una pianta erbacea perenne dalle molteplici virtù officinali. Appartenente alla famiglia delle Asteracee, questa specie alpina si contraddistingue per i suoi brillanti capolini gialli e le proprietà antinfiammatorie e analgesiche. Coltivata nel tuo giardino o orto, l'arnica può diventare un'utile risorsa naturale per la preparazione di rimedi fitoterapici contro traumi, contusioni ed edemi. Sebbene rustica, per una buona riuscita della coltivazione è importante ricreare le condizioni pedoclimatiche del suo habitat montano di origine.

L’Arnica montana, conosciuta semplicemente come arnica, è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Asteracee. Coltivare questa specie officinale nel proprio giardino o orto può rivelarsi un’attività molto gratificante, in quanto le sue virtù terapeutiche sono molteplici.

Le infiorescenze di colore giallo brillante, i fusti pelosi e le caratteristiche foglie opposte a forma di lancia o cuoriforme rendono l’arnica un’interessante presenza ornamentale. Eppure, il vero valore di questa pianta risiede nelle proprietà antinfiammatorie, analgesiche e circolatorie che la rendono un rimedio naturale contro traumi, distorsioni e gonfiori.

Che cos’è l’Arnica e caratteristiche botaniche

L’arnica (Arnica montana) è una specie erbacea perenne della famiglia delle Asteracee o Composte. La sua crescita avviene formando fitte chiazze grazie alla capacità di propagarsi per via rizomatosa. Le foglie sono opposte, disposte in 2-4 paia lungo lo stelo peloso. La forma delle lamine può variare da lanceolata a cuoriforme.

I fiori dell’arnica presentano l’aspetto tipico dei capolini delle Composite, con caratteristici petali ligulati di colore giallo brillante che sbocciano tra maggio e agosto. Raggiunge un’altezza massima di circa 60 cm. Si tratta di una pianta rustica che predilige i climi di montagna freschi e ombrosi, diffusa spontaneamente nelle regioni alpine e subalpine dell’Eurasia e del Nordamerica.

Come coltivare l’Arnica Montana

Per una corretta coltivazione dell’arnica, è fondamentale rispettare alcune condizioni pedoclimatiche che simulino il suo habitat naturale di origine. Vediamo nel dettaglio i principali fattori da tenere in considerazione.

Propagazione

Il metodo più efficace per la propagazione dell’arnica è rappresentato dalla semina di semi freschi in primavera o in autunno. I semi vanno leggermente ricoperti di terra e mantenuti umidi. La germinazione avviene in 20-30 giorni a temperature tra i 15°C e i 20°C. In alternativa, si possono dividere le piante adulte separate delicatamente in modo da evitare danni alle radici rizomatose.

Esposizione solare

L’arnica montana predilige posizioni fresche e ombreggiate. Una leggera ombra parziale, magari sotto alberi ad alto fusto o in una zona riparata, risulterà la soluzione ideale per questa specie. Attenzione ad evitare i raggi diretti del sole nelle ore più calde della giornata, in quanto un’eccessiva insolazione potrebbe compromettere la buona riuscita della coltivazione.

Terreno

Il terreno ideale per l’arnica deve essere fertile, fresco, ben drenato e leggermente acido, con un pH compreso tra 5 e 6,5. Si adatta bene ai suoli ricchi di sostanza organica e alle terre di riporto o terricci da semina. È importante assicurare un buon drenaggio per evitare ristagni idrici. Prima di piantare l’arnica, si consiglia di arricchire il terreno con torba acida e stallatico maturo o concime organico pellettato per favorire la crescita delle piante.

Periodo di fioritura

La fioritura dell’arnica avviene solitamente tra i mesi di maggio e agosto. I suoi spettacolari capolini giallo brillante impreziosiscono il giardino offrendo un’esplosione di colore durante la tarda primavera e l’estate. Per prolungare il periodo di fioritura, si consiglia di rimuovere i fiori appassiti non appena iniziano ad essicarsi per evitare la formazione dei semi ed incentivare l’emissione di nuove infiorescenze.

Raccolta semi

Se si desidera raccogliere i semi dell’arnica per la propagazione, è necessario attendere che i capolini fioriti si trasformino in tipici “soffioni” simili a quelli del tarassaco. A quel punto, i semi saranno maturi e pronti per essere raccolti. Per non disperdere inavvertitamente la preziosa semente, è consigliabile recidere delicatamente i capolini e riporli in un sacchetto di carta prima di procedere all’essiccazione completa.

Una volta essiccati, i semi possono essere rimossi manualmente dal pappo e conservati in un luogo fresco e asciutto fino al momento della semina.

Parassiti e malattie

L’arnica è una pianta piuttosto rustica e resistente agli attacchi di parassiti e malattie. Tuttavia, in coltivazione potrebbe essere soggetta ad afidi, lumache e chiocciole in primavera. Per un controllo naturale, si può optare per prodotti a base di piretro o applicare scattered di aglio e cenere sul terreno per allontanare i molluschi. La comparsa di macchie o imbrunimenti sulle foglie potrebbe indicare un attacco fungino: in tal caso conviene asportare e distruggere le parti infette.

Raccolta

La raccolta dell’arnica può avvenire in due diversi periodi della sua fioritura, a seconda dell’utilizzo che si vuole fare della pianta. Quando i capolini sono pienamente sbocciati e in tutto il loro splendore giallo brillante, risultano ideali per la preparazione di oli, tinture o decotti dalle proprietà terapeutiche.

Per la raccolta, è preferibile prelevare le porzioni di pianta più esterne e periferiche del cespuglio, tagliando fiori, foglie e steli ad alcuni centimetri dal terreno. Questo accorgimento evita di compattare eccessivamente il suolo e danneggiare i rizomi sotterranei della pianta.

Se invece ci si imbatte in esemplari con fiori già seccati e andati a seme, si possono raccogliere le foglie ancora in buone condizioni per ricavarne rimedi fitoterapici. In ogni caso è sempre meglio effettuare i prelievi in giornate fresche e con terreno asciutto.

Proprietà terapeutiche e impieghi dell’Arnica

Le parti della pianta di arnica maggiormente impiegate nella fitoterapia sono i fiori, le foglie e la radice rizomatosa. Questa pianta officinale è da sempre considerata un eccellente rimedio naturale contro traumi, contusioni ed ematomi grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, analgesiche e drenanti.

L’arnica stimola la circolazione sanguigna e linfatica, facilitando il riassorbimento di ematomi ed edemi tramite un’azione risolutiva sui versamenti. Risulta utile anche per alleviare dolori muscolari, articolari e reumatici, oltre che per lenire le manifestazioni dell’artrosi e delle vene varicose.

Trova impiego sotto forma di tinture madri, gel, creme e unguenti per applicazioni esterne localizzate su traumi e piccole infiammazioni.

Modalità d’uso dell’Arnica: Preparati ed avvertenze

I preparati a base di arnica vengono prevalentemente impiegati per uso esterno sotto forma di tinture madri, gel, creme e unguenti da applicare sulle zone colpite da traumi, contusioni ed ematomi.

Per uso interno, sono indicati decotti o tinture idroalcoliche in gocce da assumere con cautela e solo per brevi periodi. È importante non superare le dosi consigliate ed evitare l’utilizzo prolungato, in gravidanza e durante l’allattamento. 

Si raccomanda di non applicare rimedi all’arnica su ferite aperte o mucose in quanto potrebbe causare irritazioni. In caso di reazioni avverse o ipersensibilità individuale, è opportuno sospendere l’assunzione e consultare un medico. Come per qualsiasi pianta officinale, un uso improprio dell’arnica può provocare effetti indesiderati.

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