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Quando si pianta l’assenzio: Dalla semina al trapianto fino alla raccolta

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Artemisia absinthium

Predilige l'esposizione al sole pieno, necessitando di almeno 6-8 ore di luce diretta al giorno. Per quanto riguarda l'irrigazione, è importante mantenere il terreno leggermente umido, senza eccedere, poiché l'assenzio tollera la siccità ma non l'eccesso di acqua. La temperatura ideale si situa tra i 15 e i 25 gradi Celsius, condizione che consente una crescita. Durante l'inverno, le temperature dovrebbero rimanere sopra i 0 gradi Celsius per evitare danni alla pianta.

L’assenzio è una pianta officinale dalle origini antichissime, utilizzata fin dai tempi degli antichi Romani per le sue proprietà medicinali. Appartiene alla famiglia delle Asteraceae ed il suo nome scientifico è Artemisia absinthium. Si tratta di una pianta erbacea perenne con fusti legnosi alla base, che può raggiungere il metro di altezza.

Le foglie sono di colore grigio-verde, finemente divise e ricoperte di peluria. I piccoli fiori, di colore giallo, sono raccolti in infiorescenze corimbose. L’assenzio possiede un aroma intenso e penetrante. Viene coltivato per produrre il famoso liquore omonimo e in passato veniva impiegato come rimedio per molteplici disturbi. La sua coltivazione non presenta particolari difficoltà, tuttavia è bene conoscerne le caratteristiche e le cure necessarie della pianta.

Habitat naturale dell’assenzio

L’assenzio è una pianta che in natura cresce spontaneamente in diversi ambienti dell’emisfero boreale. Il suo habitat naturale comprende prati, pendii soleggiati, bordi dei sentieri e aree incolte di tutta la regione mediterranea, del centro-sud Europa, fino alle regioni temperate dell’Asia. Predilige un clima temperato, resistendo bene anche a temperature rigide e al gelo.

L’assenzio si adatta facilmente a terreni diversi, dal pH neutro o leggermente basico, purché siano ben drenati. Teme invece i ristagni idrici. Grazie alla sua rusticità, questa pianta officinale tende a svilupparsi rigogliosamente allo stato spontaneo, formando popolamenti anche estesi. Per questo in alcune zone è considerata infestante. Tuttavia la sua diffusione rappresenta una preziosa risorsa per l’approvvigionamento dallo stato selvatico a scopo officinale.

Varietà maggiormente coltivate

Le varietà di assenzio maggiormente coltivate per uso officinale e per la produzione del liquore sono:

  • Assenzio romano (Artemisia absinthium var. romanum): è la varietà più diffusa, caratterizzata da foglie grigio-verdi e profumo intenso. La sua coltivazione è concentrata soprattutto in Francia, Spagna e Italia.
  • Assenzio pontico (Artemisia pontica): originaria della regione del Ponto in Turchia, si distingue per la peluria argentea sulle foglie. Possiede elevate proprietà aromatiche.
  • Assenzio della Transilvania (Artemisia absinthium subsp. scoparia): varietà rustica coltivata nell’Europa orientale, resistente al freddo.
  • Assenzio cinese (Artemisia arborescens): specie asiatica dal portamento arbustivo, coltivata per l’aroma delle foglie utili anche in cucina.

Altre varietà diffuse sono l’assenzio maggiore, l’assenzio marittimo e l’assenzio alpino, apprezzate tutte per le proprietà officinali e per la produzione di distillati. La scelta della varietà più adatta dipende dalle condizioni climatiche e dall’utilizzo finale.

Dove si coltiva

Pianta che si adatta facilmente a diversi ambienti e tipologie di terreno. La sua coltivazione è piuttosto diffusa sia nelle regioni europee che in Nord America. Questa pianta officinale predilige un clima temperato, resistendo bene anche alle basse temperature. L’ideale è un habitat soleggiato o a mezz’ombra, con terreno drenato e pH neutro o leggermente alcalino.

Cresce rigogliosa anche in altitudine fino a 1200 metri. Per una buona resa in foglie e fiori, è consigliabile coltivare l’assenzio in un luogo aerato, evitando ristagni idrici. Data la rusticità di questa pianta aromatica, la sua coltivazione non presenta particolari difficoltà in gran parte delle aree temperate.

Come coltivare

L’assenzio è una pianta rustica che si può coltivare sia per semina diretta che per trapianto. Il periodo migliore per piantare l’assenzio va da fine inverno alla primavera. Per la semina si sceglie un terreno soffice e ben drenato, distribuendo i semi in solchi distanziati di 30-40 cm e coprendoli appena con terra. Le giovani piantine vanno diradate a 20 cm l’una dall’altra.

In alternativa si possono trapiantare piantine o talee a radice nuda in buche o solchi distanti almeno 40 cm, coprendo il colletto con 2-3 cm di terriccio. Dopo la messa a dimora, è importante irrigare con regolarità per favorire l’attecchimento. In generale la primavera, con temperature miti e umidità nel suolo, è l’ideale per permettere all’assenzio di svilupparsi vigorosamente.

Come trapiantare le piantine

Per trapiantare con successo le piantine è importante anzitutto scegliere una posizione soleggiata e preparare il terreno in modo che sia morbido, fertile e ben drenato. Il trapianto va effettuato preferibilmente in primavera, stagione ideale per favorire l’attecchimento. Le piantine o le talee di assenzio vanno interrate a una profondità di 2-3 cm, posizionandole a una distanza di almeno 40 cm l’una dall’altra.

Dopo aver creato una buca nel terreno, si posiziona delicatamente la radice nella sua sede definitiva, avendo cura di distribuire le radici senza comprimerle, e si ricopre con terriccio. È molto importante irrigare abbondantemente subito dopo il trapianto, fornendo altra acqua nei giorni successivi per evitare stress idrici alla giovane pianta.

Come seminare

Il periodo ideale va da fine inverno alla primavera, quando il terreno è pronto per la germinazione. Prima di seminare, è bene preparare un letto di semina lavorando il terreno in profondità, concimando ed eliminando erbacce ed eventuali ostacoli. Il seme è molto piccolo, quindi va distribuito con cura creando dei solchi distanziati 30-40 cm tra loro e interrando i semi a 1-2 cm di profondità.

Dopo la semina, è importante compattare leggermente il terreno e irrigare con regolarità per mantenere il substrato umido. Man mano che le piantine crescono, è consigliabile effettuare una diradamento lasciando 20 cm tra una pianta e l’altra.

Come preparare il terreno

Per coltivare con successo è importante prestare attenzione alla preparazione del terreno. Questa pianta officinale predilige un suolo soffice, ben drenato e con pH neutro o leggermente alcalino. Prima della semina o del trapianto è bene vangare profondamente il terreno, mescolando al substrato originale del terriccio fertile e del compost ben maturo.

Questo migliorerà la struttura del terreno rendendolo più soffice e adatto alle radici dell’assenzio. È consigliabile anche aggiungere sabbia o ghiaia se il suolo tende ad essere argilloso e poco permeabile. Una volta mescolati gli amendment, livellare la superficie ed eventualmente suddividere l’area in solchi o buche per la messa a dimora.

Come coltivare l’assenzio in vaso

È sufficiente scegliere un contenitore profondo almeno 40 cm, con buchi di drenaggio sul fondo. Il terriccio ideale è a base di torba e terriccio universale, al quale aggiungere una parte di sabbia grossolana per migliorare il drenaggio. Dopo aver riempito il vaso per tre quarti, interrare a 2-3 cm di profondità le piantine o i semi di assenzio, distanziandoli di almeno 15 cm.

Irrigare abbondantemente dopo la messa a dimora e annaffiare regolarmente evitando ristagni. Esporre il vaso in pieno sole e, se necessario, utilizzare un tutor per sostenere la crescita degli steli. Ogni 2-3 settimane, distribuire un concime liquido specifico per piante aromatiche. Con queste semplici cure l’assenzio crescerà rigoglioso fornendo ottime foglie per tutto l’anno.

Quando e come concimare

Ha bisogno di essere concimato con regolarità per una crescita rigogliosa e una buona produzione di foglie aromatiche. Il momento migliore per concimare l’assenzio è all’inizio della primavera, periodo in cui la pianta riparte con il nuovo ciclo vegetativo. Si può distribuire sul terreno un concime organico granulare o un compost maturo, interrandolo con una leggera zappatura attorno alle piante. Dosi di 30-50 g per metro quadro sono adeguate.

È consigliabile anche una concimazione fogliare ogni 15-20 giorni con concimi liquidi specifici per piante aromatiche. Durante l’estate, con alte temperature, le piante traggono beneficio da un apporto di potassio attraverso concimi liquidi o in granuli. Mentre in autunno è utile somministrare del fosforo per favorire la fioritura. Concimazioni regolari e bilanciate permettono all’assenzio di crescere rigoglioso e produttivo.

Periodo di raccolta

Viene raccolto principalmente per le foglie e i fiori, che contengono i preziosi composti aromatici e officinali. Il periodo migliore per la raccolta dell’assenzio è durante la fioritura, che avviene tra luglio e agosto. In questa fase, le sommità vengono tagliate lasciando almeno un terzo della pianta per consentire una buona ripresa vegetativa.

Si possono effettuare anche raccolte successive fino all’autunno inoltrato, tagliando di volta in volta gli steli fioriti. Le foglie basali e quelle sui ricacci vengono raccolte man mano, nelle giornate senza pioggia, per preservarne intatto l’aroma.

Come raccogliere

Per raccogliere ed ottenere un prodotto di qualità le sommità floreali vanno tagliate con forbici o falcetto durante la fioritura estiva, nelle ore mattutine dopo la scomparsa della rugiada. Si opera un taglio netto lasciando almeno un terzo della pianta per consentirne la ripresa vegetativa. Le foglie basali e quelle sui ricacci vanno raccolte man mano strofinandole delicatamente tra le mani per farne sprigionare l’aroma.

Il materiale raccolto va posto in cesti o contenitori areati al riparo dalla luce solare diretta. L’essiccazione deve avvenire rapidamente in luogo asciutto, buio e ben ventilato. Con una corretta raccolta e prima lavorazione si preservano al meglio le proprietà officinali dell’assenzio.

Malattie e parassiti

Tra le principali malattie fungine vi sono muffa grigia, oidio e ruggine, favorite da eccessiva umidità e scarsa areazione. Importante è un buon drenaggio del terreno ed ampie distanze tra le piante. Tra i parassiti, acari, afidi e aleurodidi possono infestare foglie e fusti, provocando debolezza della pianta. Si previene con piretrine naturali ed olio di neem.

Anche lumache e limacce possono danneggiare le foglie basali. Utile allontanarle con esche adeguate. In generale, una coltivazione dell’assenzio rispettosa delle esigenze della pianta, unita a controlli periodici, previene efficacemente l’insorgere di malattie e parassiti, garantendo piante sane e produttive.

Consociazione

L’assenzio si presta bene alla coltivazione in consociazione con altre specie officinali e ortive. Infatti, grazie al suo aroma intenso, tiene lontani molti insetti dannosi. Perciò si può coltivare ad esempio vicino a cavoli, carote, cipolle e pomodori, per allontanare afidi e altri parassiti. Anche la menta e il timo sono ottime piante officinali con cui consociare l’assenzio, in quanto hanno esigenze colturali simili.

Inoltre l’assenzio svolge un’azione repellente nei confronti di formiche e lumache, quindi può proteggere insalate e altre verdure a foglia. Bisogna però evitare la vicinanza con piante a radice fittonante, che potrebbero soffrire la competizione con l’apparato radicale espansivo dell’assenzio.

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