Guava, una pianta tropicale molto diffusa: come coltivarla al meglio

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Nel corso degli ultimi tempi, sempre più italiani stanno apprezzando la guava, ovvero una ben nota pianta tropicale. Anche in virtù delle elevate temperature che stanno scandendo le giornate estive, ecco che spesso chi ha un appezzamento a disposizione può pensare di coltivare la pianta della guava per ottenere dei frutti tropicali decisamente gustosi.

Approfondimento: Quando si pianta la guava







Alcune caratteristiche della guava

Il nome scientifico di questa pianta è Psidium guajava e si caratterizza per corrispondere a un arbusto di ridotte dimensioni, ma può essere coltivata anche alla stregua di una pianta semplicemente da collocare in giardino, ma anche in vaso, anche se quest’ultima dovrà avere delle dimensioni importanti.

Tra le principali caratteristiche della guava troviamo senz’altro il fatto di avere delle foglie piuttosto lunghe e dalla forma seghettata, visto che si possono sviluppare fino a 18 centimetri. I frutti, invece, possono avere varie tonalità: si va dal viola fino al nero, passando dal giallo al rosso. Come si può facilmente intuire, il frutto è interamente commestibile e si può abilmente sfruttare anche per la realizzazione di vari tipi di marmellate, salse, gelatine e conserve.

In ambito naturale, questa pianta è in grado di toccare anche i 9 metri di altezza. Interessante notare come i fiori presentino delle dimensioni estremamente contenute, ma sono di una bellezza unica, con dimensioni comprese tra 5 e 12 centimetri.




Come coltivare la guava in giardino

È chiaro che, al giorno d’oggi, l’evoluzione tecnologica può tornare utile non solo in settori come l’intrattenimento e i casino online con soldi veri, ma anche quando si tratta di coltivare le piante e gestire il proprio spazio verde. Ci sono alcune attività, però, che devono necessariamente essere eseguite a mano e avendo un livello anche minimo di esperienza.

Interessante mettere in evidenza come la guava sia una pianta che non ha bisogno poi di così tante attenzioni e cure, a patto di ricordarsi di quelle poche attività con la massima precisione. Uno degli aspetti fondamentali da tenere in considerazione è senz’altro legato alle temperature, dal momento che quelle ottimali per la crescita della guava vanno da 20 fino a 28 gradi centigradi. Nel momento in cui comincia la stagione invernale, di conseguenza, la cosa migliore da fare è collocare la pianta in appartamento.

Il ph più adatto è senz’altro quello che va da 6 a 7, anche se la guava ha un’ottima capacità di resistenza anche nel momento in cui il ph si abbassa intorno a 4,5. La semina è un’operazione che deve essere portata a termine nel corso della stagione primaverile, avendo la massima cura di optare per una collocazione con esposizione diretta ai raggi del sole e che sia il più possibile lontana dagli spifferi e dal vento. Il substrato su cui viene piantata deve essere drenante. La fase relativa alla fioritura, invece, si svolge nella maggior parte dei casi tra il mese di giugno e quello di luglio.




La concimazione

È fondamentale che il letame venga usato una volta decomposto. In effetti, la guava si può far rientrare tranquillamente tra quelle piante che non amano molto il concime liquido, soprattutto nella prima fase. Discorso completamente opposto nelle fasi successive, dal momento che poi il concime liquido va utilizzato eccome. Per provvedere in modo corretto all’inserimento della guava, è necessario prendere le misure della pianta, prestando la massima attenzione alle dimensioni della buca. In effetti, quest’ultima deve avere una profondità pari a circa la metà delle radici della guava, mentre la larghezza deve essere pari al doppio rispetto a tale riferimento.

Durante la fase di inserimento, è fondamentale accertarsi di aver aperto in modo corretto le radici, ma anche le foglie. Nel momento in cui si provvede al riempimento della buca, dopo aver terminato l’operazione di inserimento della pianta, è fondamentale accertarsi di utilizzare per metà di substrato autoctono e per metà il compost invecchiato. Infine, è necessario ricordarsi anche di quanto sia necessario poter contare pure su una piantagione organica di tipo commerciale.

Per quanto concerne il sesto di impianto, è bene sottolineare come se l’intenzione fosse quella di porre a dimora varie piante di guava, si debba prestare attenzione a mantenere almeno quattro metri di distanza tra i vari esemplari. Non è tanto una questione di dimensioni che possono essere raggiunte dall’arbusto in questione, quanto piuttosto dal fatto che presentano una struttura radicale che si può sviluppare in modo impressionante.

Il primo passo è quello di stabilire l’albero a un sostegno, usando delle apposite fascette. Poi, si dovrà provvedere all’inserimento del concime liquido solo ed esclusivamente dopo che sia avvenuta la semina.

Un altro aspetto molto importante di cui è necessario avere la massima cura è legato alla presenza, all’interno del concime liquido, di un’elevata concentrazione di fosforo. La pianta che viene coltivata direttamente dai semi necessita di qualcosa come otto anni prima di cominciare a produrre i frutti. Discorso diverso quando si acquista la pianta direttamente dal vivaio, dal momento che ci potrebbero volere anche solo cinque anni prima di vedere i frutti.

I frutti che vengono raccolti, con cui si può realizzare un’ottima macedonia tropicale, si possono sfruttare entro una soglia temporale pari a cinque settimane rispetto al giorno in cui è stata portata a termine la raccolta. È importante mettere in evidenza anche come la guava possa essere coltivata sia tramite talea che mediante i semi per la propagazione.

L’irrigazione

Come si può facilmente intuire, i luoghi tropicali dove è solita crescere la guava si caratterizzano per essere caratterizzati da un clima tipicamente molto umido. Quindi, di solito le precipitazioni in quelle zone sono particolarmente abbondanti. In natura, di conseguenza, questa pianta non ha la necessità di essere irrigata, ma al contrario nel momento in cui si comincia a coltivare in aree piuttosto aride, è necessario organizzare un supporto idrico come si deve.

Interessante sottolineare come la struttura radicale che si sviluppa a livello superficiale non offre alla pianta l’opportunità di andare alla ricerca dell’acqua che si trova più in profondità nel substrato. Di conseguenza, è necessario dare una mano in tal senso alla pianta di guava, provvedendo periodicamente a irrigarla. È chiaro che bisogna intervenire in maniera tempestiva in tutti quei periodi di prolungata siccità.




La potatura

Questa pianta non raggiunge certo delle dimensioni eccessivamente elevate. Di conseguenza, non c’è nemmeno l’esigenza di provvedere ad effettuare delle potature troppo impegnative. Tutti i vari interventi in tal senso, infatti, possono essere limitati all’eliminazione dei rami che sono maggiormente danneggiati oppure vecchi.

Al massimo si può pensare di alleggerire i rami che hanno la tendenza a intrecciarsi, in maniera tale da garantire che la chioma possa ricevere non solo più luce, ma anche più aria. Il periodo più adatto per provvedere alla potatura di una pianta del genere è senz’altro la parte finale della stagione invernale, prima che, quindi, intervenga di nuovo lo sviluppo vegetativo tipico della primavera.

Attenzione ai parassiti: quali sono i principali rischi

Tutti coloro che provvedono alla coltivazione della pianta di guava sul territorio italiano difficilmente riscontrano un’elevata concentrazione di parassiti. Proprio questo aspetto rafforza ancora di più il concetto che la specie denominata Psidium guajava è decisamente rustica e resistente.

Uno di quegli insetti che spesso e volentieri vanno ad attaccare i frutteti, ed è chiaro che potrebbe colpire anche la pianta di guava, è rappresentato dalla cocciniglia. Detto questo, però, non sembra un rischio così eccessivo, dato che si può tenere sotto controllo molto facilmente, sfruttando del sapone potassico molle oppure degli oli bianchi minerali.

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