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Come coltivare il Pothos in acqua: Tecnica, acqua consigliata e concimazione

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Pothos in acqua

Il pothos è una pianta adatta alla coltivazione idroponica, ovvero in vaso con sola acqua. Richiede vasi capienti con substrato drenante e radici sempre immersi nel liquido. Per la cura è necessario concimare periodicamente con fertilizzanti specifici e cambiare l'acqua a settimane alterne.

Tra le piante da appartamento più decorative e facili da coltivare c’è l’Epipremnum aureum, conosciuto comunemente come Pothos. Si tratta di una pianta rampicante molto apprezzata per le sue caratteristiche foglie a forma di cuore, di colore verde brillante.

Il Pothos appartiene alla famiglia delle Araceae e comprende circa 50 diverse specie originarie di Asia, Australia, isole dell’Oceano Pacifico e Madagascar. Il nome deriva da “Potha”, termine che indicava una specie non identificata proveniente dall’isola di Ceylon.

Nei Paesi d’origine questa pianta cresce spontanea nelle foreste tropicali. Nelle isole del Pacifico viene anche impiegata per realizzare ghirlande nuziali da porre al collo degli sposi vedovi che si risposano.

Oltre al notevole valore ornamentale, il Pothos vanta ottime capacità depurative dell’aria, in grado di assorbire sostanze inquinanti come benzene e monossido di carbonio, come dimostrato da ricerche della NASA.

Per la coltivazione domestica il Pothos è la pianta ideale anche per i meno esperti, poiché necessita di cure minime. Cresce rigoglioso sia in vaso che in idrocoltura, semplicemente ponendo le radici in acqua. Ama la luce intensa ma non diretta e temperature tra 18°C e 30°C. Va annaffiato quando il substrato è asciutto, lasciandolo seccare tra un apporto e l’altro. Concimare nel periodo di crescita primaverile-estivo.

Per la sua resistenza, rapidità di crescita e capacità di purificare l’aria, il Pothos è la pianta perfetta per decorare con semplicità appartamenti e uffici. Con le giuste attenzioni si manterrà rigoglioso per molti anni.

Ciclo di vita del Pothos e caratteristiche botaniche

Il Pothos è una pianta perenne semisempreverde, dotata di un fusto legnoso che può arrivare fino a 12 metri in natura. Le foglie sono alternate, con lamina a forma ovale-cuoriforme, di colore verde brillante, lunghe 10-30 cm. I fiori sono poco appariscenti, raccolti in spadici giallastri avvolti da una spata.

Originario delle foreste pluviali tropicali, il Pothos predilige climi caldi e umidi, con temperature medie di 21-32°C. Può vegetare sia in piena luce che in ombra, purché in posizione luminosa. Il terreno deve essere sciolto, fertile e ben drenato.

La riproduzione avviene per talea, utilizzando tralci di 15-20 cm dotati di almeno 2 foglie che vanno posti in acqua o terriccio. In natura fiorisce raramente, mentre in coltivazione spesso non fiorisce affatto.

Il ciclo vitale si compone di una fase giovanile di 2-3 anni in cui la pianta cresce velocemente. Raggiunta la maturità, la crescita rallenta e la pianta entra nella fase adulta riproduttiva che può durare molti anni. Con il passare del tempo il fusto tende a lignificarsi e le foglie a diradarsi nella parte bassa.

Perché dovremmo coltivare il Pothos in acqua

Oltre che in vaso, il Pothos si presta molto bene alla coltivazione in idrocoltura, ovvero facendo sviluppare le radici direttamente in acqua anziché nel terreno. Per realizzare una talea di Pothos da mettere in acqua, è sufficiente prelevare un tralcio di circa 15-20 cm con almeno 2 foglie e porlo in un recipiente trasparente colmo di acqua. Le radici si formeranno spontaneamente entro poche settimane.

La riproduzione per talea è un metodo di propagazione vegetativa che sfrutta parti della pianta come rami, foglie o rizomi per generare nuove piante identiche alla pianta madre. Talee messe a radicare in acqua o terreno daranno vita a nuove piantine di Pothos da curare o regalare.

La coltivazione idroponica presenta alcuni vantaggi: riduce il rischio di innaffiature eccessive e semplifica le cure, dato che non sono necessari né fertilizzanti né drenaggio. Basta sostituire l’acqua ogni 1-2 settimane e fornire un apporto nutritivo con soluzione fertilizzante specifica. Fondamentale però assicurare una posizione luminosa.

In conclusione, la propagazione per talea in acqua è un metodo facile e divertente che consente di ottenere nuove piante di Pothos sane e rigogliose da far crescere in casa, ufficio o giardino con soddisfazione.

Vediamo come coltivare il Pothos in acqua

Per coltivare con successo il Pothos in acqua è importante prestare attenzione ad alcuni accorgimenti pratici. Innanzitutto, è consigliabile scegliere un vaso opaco anziché trasparente. Questo impedisce il passaggio della luce, bloccando la crescita di alghe e conferendo un aspetto più pulito ed elegante. Inoltre, i vasi opachi necessitano di minori interventi di pulizia.

Per quanto riguarda la fertilizzazione, prediligere fertilizzanti liquidi piuttosto che solidi, da sciogliere direttamente nell’acqua in cui è posta la pianta. Attenzione però a non eccedere con le dosi pensando di accelerare la crescita: un eccesso di nutrienti può avere l’effetto opposto. Meglio diluire il fertilizzante secondo le istruzioni e usarlo a cadenza regolare.

Per mantenere più a lungo l’ossigenazione dell’acqua ed evitare ristagni dannosi, si può aggiungere qualche goccia di perossido di idrogeno, un prodotto che favorisce il ricambio dell’ossigeno. Inoltre previene l’insorgenza di funghi e muffe.

Adottando piccole accortezze come queste si riuscirà a coltivare senza problemi il Pothos in idrocoltura, ottenendo una pianta dall’aspetto sano, vigoroso e dalle foglie brillanti, perfetta per decorare gli ambienti domestici in modo semplice e d’effetto.

Quale acqua utilizzare per la coltivazione del Pothos

Per coltivare il Pothos in idrocoltura si possono utilizzare diverse tipologie di acqua, ognuna con pro e contro:

  • L’acqua demineralizzata e quella piovana sono prive di elementi disciolti, quindi è necessario integrare i nutrienti con un fertilizzante specifico. L’acqua piovana va raccolta 15-30 minuti dopo l’inizio della pioggia, per evitare l’accumulo di impurità presenti nell’atmosfera.
  • L’acqua di rubinetto contiene invece sali minerali come calcio e magnesio (calcare) e agenti chimici come il cloro, aggiunti durante il processo di potabilizzazione.

Il calcare non costituisce un grosso problema per il Pothos. Il cloro invece può essere eliminato facilmente lasciando riposare l’acqua in un contenitore aperto per almeno 24 ore prima di usarla.

In alternativa, per rimuovere cloro e calcare si possono utilizzare filtri depuratori da applicare al rubinetto oppure aggiungere all’acqua alcune gocce di ammorbidente specifico.

L’acqua di rubinetto ha il vantaggio di essere facilmente reperibile. L’importante, indipendentemente dalla tipologia utilizzata, è cambiarla regolarmente ogni 1-2 settimane e integrare i nutrienti necessari alla crescita della pianta.

Come concimare il Pothos coltivato in acqua

La coltivazione idroponica è una tecnica efficace per far crescere il Pothos anche in ambienti con poca luce. Per mantenere sempre fiorite e rigogliose le foglie di questa bellissima pianta, è però necessario fornirle i nutrienti di cui necessita.

Per concimare correttamente un Pothos coltivato in acqua, è fondamentale utilizzare fertilizzanti specifici per piante idroponiche e dosarli accuratamente. Si tratta infatti di preparati a base di azoto, fosforo e potassio solubili in acqua, assorbibili rapidamente dalle radici.

Generalmente bastano poche gocce per ogni litro d’acqua di irrigazione e sarebbe opportuno effettuare l’apporto una volta a settimana, aumentando la concentrazione in primavera ed estate, periodi di maggiore attività vegetativa.

Monitorare il ph dell’acqua è altrettanto importante: un valore compreso tra 5,5 e 6,5 crea le condizioni ottimali per l’assorbimento dei macro e microelementi.

Quante volte è consigliabile cambiare l’acqua?

Per consentire al Pothos coltivato in idroponica di adattarsi al meglio al suo nuovo habitat acquatico, è preferibile non sostituire totalmente l’acqua di vaso, a meno che non si verifichino alcune circostanze.

Il continuo ricambio completo delliquido può infatti generare momentanei blocchi vegetativi.

Meglio prediligere semplici rabbocchi quando il livello cala, in modo da preservare l’ equilibrio microbiologico instauratosi.

Diverso è il caso in cui si percepisca cattivo odore, sintomo di proliferazione batterica potenzialmente dannosa, oppure se alcune radici appaiano marce.

Anche la presenza eccessiva di alghe, sebbene non direttamente pregiudizievoli, può essere ridotta effettuando parziali sostituzioni dell’acqua o evitando l’esposizione diretta alla luce, elemento necessario al loro sviluppo.

Problemi che si possono riscontrare nella coltivazione del Pothos in acqua

La coltivazione idroponica rappresenta una valida tecnica per far fiorire il Pothos, tuttavia può capitare di imbattersi in alcuni ostacoli. Tra i disturbi più comuni vi è la mancata crescita delle foglie, causata principalmente da carenza di nutrienti nell’acqua o eccesso di luce solare.

Altro sintomo di sofferenza è il viraggio al giallo precoce del fogliame, indice di squilibri salini o idrici all’interno del vaso.

Anche il  disseccamento delle radici è un problema che può presentarsi, spesso dovuto a ristagni d’acqua o eccessiva umidità attorno al sistema radicale. Per prevenire questi disturbi è importante fornire al Pothos concimi bilanciati attraverso irrigazioni controllate.

Monitorare costantemente il pH dell’acqua , mantenendolo in un range ottimale, risulta inoltre fondamentale.

Quanto vive una pianta di Pothos coltivata in acqua

Coltivare il Pothos in acqua ne aumenta decisamente la longevità rispetto alla classica coltivazione in terra. Grazie a questa tecnica, infatti, la pianta può vivere anche per diversi anni.

Malauguratamente però non esiste una data di scadenza precisa, in quanto molti fattori incidono sulla durata di vita. Ad esempio, una corretta gestione idrica e nutrizionale tramite concimazione bilanciata , unita a posizionamento in luogo luminoso ma non eccessivamente caldo, permette al Pothos di mantenersi rigoglioso per periodi anche superiori ai 5-6 anni.

Al contrario, trascuratezza nelle annaffiature e nell’apporto di macro e micronutrienti , associata a illuminazione scarsa o eccessiva temperatura, porta allo stress della pianta e ad un naturale invecchiamento in tempi più brevi, ovvero 2-3 anni.

Un segno rivelatore della senescenza è la progressiva rarefazione del fogliame.

In ogni caso, con le adeguate condizioni di coltivazione il Pothos in acqua riesce senz’altro a regalare la propria bellezza per anni, mantenendosi sempre rigoglioso.

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