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Cicuta maggiore

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velenosa

La cicuta maggiore è una pianta bellissima e affascinante, dall'aspetto delicatamente velenoso.

Con i suoi fiori bianchi a ombrello disposti a grappolo, simili a minuscole ombrelline, e le sue foglie verde chiaro dal profumo aromatico, è in grado di catturare l’attenzione di chiunque la osservi.

Questa regina dei giardini e dei prati umidi vive una vita segreta e priva di pericoli per l’uomo, a patto che se ne rispetti la bellezza e non se ne abusi della tossicità. La cicuta maggiore, infatti, contiene nelle sue parti una potente neurotossina che in passato veniva adoperata per avvelenare il cibo o l’acqua dei nemici in battaglia. Oggi, per fortuna, i suoi fiori candidi sono apprezzati solo per la grazia e la fragranza, non più per la morte che possono portare.

È una pianta intrigante, dalle mille sfaccettature, capace di incantare con la sua fragranza persistente e avvolgente, simile al profumo delle mele, che accarezza le nostre giornate estive facendoci dimenticare le preoccupazioni. Eppure, si porta dentro di sé un lato oscuro, legato al suo potere velenoso, che ne fa una compagna misteriosa e per qualcuno addirittura pericolosa.

Questa doppia natura dona alla cicuta maggiore un fascino unico, quello di una donna affascinante e pericolosa, seduttrice e letale. Un abbraccio con lei potrebbe essere sia dolce e confortante sia mortifero, tutto dipende da come vi si approcciate. La cicuta maggiore è una pianta bellissima nella quale riposa un segreto oscuro e seducente. Un segreto che, se svelato con attenzione, potrà stregarvi e non lasciarvi più.

Cos’è la cicuta maggiore e dove si trova

La cicuta maggiore, nome scientifico Cicuta maculata, è una pianta perenne della famiglia Araceae, nativa dell’Europa settentrionale e centrale. Si tratta di una pianta palustre, che cresce spontaneamente in zone umide quali torbiere, paludi, fossi e prati allagati.

Adora i luoghi ombrosi, ricchi di sostanze organiche e nutrienti, dove può proliferare senza problemi, formando estese colonie. La si ritrova dal livello del mare fino a quote di 1500-2000 metri, in una vasta area che va dal Portogallo all’Ucraina e alla Russia Europea.

Un tempo, la cicuta maggiore veniva coltivata dall’uomo per estrarne la tossina contenuta nelle sue radici tuberose, utilizzata in campo medico e militare. Oggi, invece, le sue delicatissime foglie verdi e i suoi fiori a ombrello bianchi sono apprezzati solo per la grazia che donano ai luoghi in cui crescono.

La sua presenza è considerata un indicatore di ambienti palustri ricchi di acque stagnanti, povere di ossigeno e nutrienti, che assicurano alla pianta le condizioni adatte a prosperare. Proprio per questo, il suo areale coincide con gli habitat più impervi e isolati del continente, poco modificati dall’intervento umano.

La cicuta maggiore è una pianta capace di classificare un ambiente grazie alla sua spiccata tendenza ad essere un’indicatrice ecologica. Dove c’è lei, si può star certi di trovarsi in una zona umida pressoché intatta, lontana dall’inquinamento e conservatasi nella sua fragilità primordiale. Un miracolo di botanica e purezza ambientale, racchiuso in un delicato fiore bianco.

La cicuta maggiore: una delle piante velenose più pericolose d’Europa

E’ una delle piante velenose più pericolose che crescano spontaneamente in Europa. Contiene infatti nelle sue radici tuberose una potente neurotossina, la cicutossina, cento volte più velenosa dell’aconitina.

Bastano pochi grammi di questa sostanza per uccidere un adulto e anche una minima esposizione ai fumi che si sprigionano durante la cottura dei tuberi può provocare intossicazione. Per questo motivo, in passato veniva usata per avvelenare il cibo o l’acqua dei nemici, sebbene l’uso di veleni fosse considerato un metodo di combattimento disonorevole.

Oggi, per fortuna, il suo potere letale è conosciuto e rispettato, sebbene rimanga una pianta estremamente pericolosa. Si stima che in alcune zone d’Europa le intossicazioni da cicuta maggiore rappresentino ancora una parte non trascurabile degli avvelenamenti di origine vegetale che giungono all’osservazione medica.

Le radici tuberose hanno un aspetto simile a quello delle patate, che a volte ha ingannato chi le ha raccolte per errore, scambiandole per commestibili. Anche le foglie e i fiori contengono tracce di tossina, per quanto in quantità minore rispetto ai tuberi, ma qualsiasi parte della pianta deve essere considerata velenosa.

Nonostante l’aspetto delicato, la cicuta maggiore è dunque una delle piante più pericolose d’Europa, alla quale bisogna prestare la massima attenzione. La sua bellezza è fatale, il suo abbraccio letale. Una pianta seducente e mortifera, che racchiude in sé tutta la contrapposizione tra vita e morte, bellezza e veleno.

Effetti collaterali e controindicazioni della cicuta maggiore

Questa pianta presenta anche alcuni effetti collaterali e controindicazioni con cui è bene familiarizzare prima di averla a che fare. La tossina contenuta nelle sue parti, infatti, può provocare gravi intossicazioni se ingerita, inalata o assorbita attraverso la pelle.

I sintomi di avvelenamento comprendono nausea, vomito, vertigini, debolezza, tremori, difficoltà visive, convulsioni e collasso. In casi estremi, può portare al coma o addirittura alla morte per paralisi dei muscoli respiratori. Gli animali che ne ingeriscono casualmente corrono il rischio di morire avvelenati, mentre negli esseri umani il fumo sprigionato durante la cottura dei tuberi rappresenta una potenziale via di intossicazione.

La cicuta maggiore è una pianta estremamente tossica, la cui tossina è considerata una delle più potenti neurotossine Non solo, ma i suoi alkaloidi possono anche provocare allucinazioni, confusione mentale e disturbi dell’equilibrio. Per questo motivo, è sconsigliato maneggiarla, tagliarla o cucinarla, a meno che non si possiedano competenze tossicologiche approfondite.

Inoltre, essendo una pianta palustre, le sue radici tuberose hanno un sapore e un odore molto sgradevole, quasi putrido, che ne rende l’ingestione particolarmente sconsigliabile. Anche solo toccarla può dunque comportare il rischio di intossicazione, per quanto la cicutossina possa essere assunta attraverso la pelle.

In definitiva, sebbene la cicuta maggiore sia una pianta affascinante dal punto di vista botanico, presenta molti e seri pericoli per la salute che è bene tenere a mente ogni qualvolta se ne ha a che fare. La sua bellezza cela un segreto mortale che non deve essere mai svelato. La cicuta maggiore, nonostante l’incanto che emana, può rivelarsi letale. Bisogna avvicinarsi ad ella con la massima cautela.

Cosa succede se si tocca la cicuta?

Semplicemente accarezzandola o sfiorandola con le mani nude, si corre il rischio di essere avvelenati dalla sua tossina.

La cicuta maggiore contiene infatti una potentissima neurotossina, chiamata cicutossina, che è presente in tutte le sue parti, dalle radici tuberose alle foglie, dai fiori ai semi. Anche solo toccandola, è possibile assorbirne frammenti attraverso la pelle e trasportarla poi sulle mani a contatto con occhi, bocca od altre parti sensibili del corpo.

In questo modo, una minima quantità di veleno può penetrare nel flusso sanguigno e circolare, provocando tutti i sintomi dell’avvelenamento da cicuta quali nausea, vertigini, difficoltà visive e disturbi neurologici. Nei casi più gravi, può condurre al coma e addirittura alla morte, sebbene una semplice esposizione cutanea difficilmente risulti letale per l’uomo in assenza di gravi lesioni.

Per questo motivo, se mai si dovesse entrare in contatto con una cicuta maggiore, è bene lavarsi immediatamente le mani con acqua e sapone e sciacquarsi ogni parte esposta con cura.

Quanto è velenosa la cicuta?

Si ritiene che la dose mortale per un essere umano sia di qualche grammo di frutti verdi.
Nell’uomo l’ingestione della cicuta provoca problemi digestivi, paralisi discendente, cefalee e in seguito parestesia, diminuzione della forza muscolare e infine una paralisi ascendente letale.

L’assunzione di una dose sufficientemente elevata di radici tuberose di cicuta maggiore può rivelarsi fatale per l’uomo. Si stima che solo qualche grammo degli acheni immaturi (frutti verdi) contenuti nei vistosi ombrelli bianchi che coronano la pianta sia in grado di uccidere una persona adulta.

L’ingestione delle tossine presenti nelle parti della cicuta maggiore, come le radici ma anche i semi e le foglie, provoca gravi sintomi di avvelenamento quali nausea, vomito, diarrea, vertigini e cefalee: un quadro clinico preoccupante che prelude a una paralisi progressiva.

Dapprima si verifica una paralisi flaccida degli arti inferiori, seguita da torpidità, intorpidimento e dolore che risalgono lungo il corpo. In seguito compaiono disturbi della vista, diplopia e cecità.

Il veleno agisce bloccando la trasmissione degli impulsi nervosi, conducendo infine a paralisi respiratoria e arresto cardiaco letale per asfissia. Non esiste antidoto alla neurotossina contenuta nella cicuta maggiore, sebbene i sintomi possano essere trattati sintomaticamente per prolungare quanto possibile la sopravvivenza.

L’assunzione, anche in piccole quantità, dei frutti, dei semi, delle foglie o delle radici tuberose di questa pianta deve pertanto essere assolutamente evitata, dato che può rivelarsi rapidamente letale per l’uomo.

Come si riconosce la cicuta?

Si presenta con steli sottili e cavi di colore verde e in alcuni casi possono raggiungere i due metri d’altezza. Le foglie verdi hanno l’aspetto molto simile a quelle del prezzemolo, sebbene più sottili e ridotte.

La cicuta maggiore è una pianta erbacea perenne dotata di un fusto eretto, sottile e cavo, di colorazione verde. Può raggiungere i due metri di altezza, sviluppando in cima numerosi rami muniti di foglie e fiori.

Le sue foglie verdi hanno una forma molto simile a quelle del prezzemolo, ma sono più sottili, lineari e aromatiche. Le produzioni fogliari si concentrano nella parte superiore del fusto, mentre le radici, carnose e biancastre, si estendono in orizzontale.

I fiori sono piccoli e bianchi, raggruppati in infiorescenze a ombrello, i cui radi parti da un unico punto e si dipartono simmetricamente. Ciascun ombrello è sormontato da un voluminoso involucro di foglie. Da maggio a luglio, la cicuta maggiore fiorisce splendida, con infiorescenze vigorose e fitte, apprezzate più per la loro esuberante grazia che per il profumo.

La pianta possiede carnose e ingrossate radici biancastre, affusolate all’estremità, che allacciano il pesante apparato fogliare e fiorale al terreno umido in cui prospera. Cresce spontanea nelle paludi, nei boschi allagati, lungo le sponde dei torrenti, prediligendo gli ambienti ombrosi, ricchi di sostanza organica ed acqua corrente.

Storia e curiosità sulla cicuta maggiore

Con la sua storia millenaria e le sue leggende oscure, è una pianta ricca di curiosità e misteri. Già gli antichi Egizi la conoscevano e ne facevano uso per avvelenare i nemici in battaglia, mentre gli antichi Greci la impiegavano per indurre stati di trance negli oracoli.

Presso i Celti, era considerata una pianta legata al mondo degli Spiriti e ai riti primitivi dedicati alla donna del bosco. Nella cultura popolare, veniva associata alle madri, alle streghe e alle fate, ritenute in grado di utilizzarne il potere velenoso. Si diceva che potesse indurre visioni profetiche e stati mistici in chi ne beveva il succo.

Durante l’Inquisizione, veniva imputata come una pianta del Diavolo, mentre nella medicina popolare continuava ad essere utilizzata, sebbene con estrema cautela, come farmaco contro i vermi intestinati o per il trattamento delle lesioni cutanee.

La cicuta maggiore vanta dunque una storia molto antica e complessa, legata da un lato al suo potere velenoso e dall’altro ai misteri che la circondano. Veniva alternativamente vista come strumento di morte o di visione, dono delle streghe o pianta satanica, farmaco popolare o veleno mortale.

La sua doppia natura ha sempre alimentato leggende e superstizioni. Si diceva che chiunque ne ingerisse sarebbe stato preda di allucinazioni terrificanti o avrebbe acquisito il “dono” della profezia. E che le streghe ne facessero uso per i loro sortilegi e le loro pozioni magiche.

La cicuta maggiore conserva dunque gelosamente i molti segreti della sua storia, intrecciata al mistero, alla magia e al terrore. Una storia piena di contrasti e ambiguità, come la pianta stessa, bellezza e veleno insieme. Una storia che, come la sua tossina, può essere letale se svelata a chi non deve.

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