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Cause comuni del mal di schiena, e trattamento della lombalgia e cervicalgia

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Questa condizione rappresenta un'autentica epidemia silenziosa, con conseguenze significative sulla qualità di vita e sull'attività lavorativa. Comprendere le cause, i fattori di rischio e le opzioni di trattamento disponibili è fondamentale per affrontare questa fastidiosa e diffusa problematica.

Il mal di schiena, comunemente noto come lombalgia o cervicalgia, è un disturbo incredibilmente diffuso che colpisce la maggior parte delle persone durante il corso della vita. Sebbene spesso sottovalutato, questo problema rappresenta un’autentica epidemia silenziosa, con conseguenze significative sulla qualità di vita e sull’attività lavorativa.

Comprendere le cause comuni del mal di schiena e le opzioni di trattamento disponibili è fondamentale per affrontare questo fastidioso e diffuso disturbo. Dall’individuazione dei fattori di rischio alle terapie innovative, esiste una vasta gamma di approcci per prevenire, gestire e potenzialmente risolvere questo problema così comune.

Lombalgia e cervicalgia: I numeri di un’epidemia silenziosa

Secondo le stime più recenti, l’80% della popolazione mondiale soffre di mal di schiena in un certo momento della propria vita. Questa condizione, che può manifestarsi come lombalgia (dolore nella regione lombare) o cervicalgia (dolore al collo), rappresenta una vera e propria epidemia silenziosa.

Le statistiche sono impressionanti: sia gli uomini che le donne sono colpiti in egual misura, con un’incidenza particolarmente elevata durante la gravidanza, quando circa il 70% delle future mamme sperimenta questo disturbo. L’età media di insorgenza del mal di schiena varia dai 40 agli 80 anni, evidenziando come questa condizione possa interessare un’ampia fascia della popolazione adulta.

Sebbene non sempre grave, il mal di schiena può avere un impatto significativo sulla qualità di vita e sulla produttività lavorativa, sottolineando l’importanza di affrontare questo problema in modo adeguato.

Fattori di rischio e cause principali del mal di schiena

Numerosi fattori possono predisporre un individuo al mal di schiena, aumentando il rischio di sviluppare questa condizione. L’obesità, il fumo, la menopausa nelle donne, l’artrosi, il consumo di droghe e le malattie reumatiche sono tutti fattori noti per contribuire all’insorgenza del dolore lombare o cervicale.

Tuttavia, le cause sottostanti del mal di schiena possono essere molteplici. Traumi come strappi muscolari, stiramenti o cadute possono scatenare il dolore, così come cattive posture o dismetrie del bacino o dei piedi.

Condizioni degenerative come l’artrosi, malattie reumatiche come l’artrite reumatoide o la spondilite anchilosante, infezioni batteriche o virali e persino tumori possono essere all’origine di questo fastidioso disturbo. Comprendere questi diversi fattori di rischio e cause è fondamentale per un’adeguata prevenzione e gestione del mal di schiena.

Traumi, postura e artrosi

I traumi muscoloscheletrici rappresentano una delle cause più comuni di mal di schiena. Stiramenti, strappi muscolari o piccole fratture vertebrali possono verificarsi in seguito a incidenti, attività sportive intense o semplicemente cadute accidentali. Inoltre, una cattiva postura è un fattore di rischio significativo per lo sviluppo di dolori lombari o cervicali.

Professionisti come i “posturologi” si concentrano sull’identificazione e la correzione di dismetrie o asimmetrie posturali che possono causare stress eccessivo sulla colonna vertebrale. L’artrosi, o degenerazione articolare, è un’altra condizione muscoloscheletrica che può contribuire al mal di schiena, poiché le vertebre e i dischi intervertebrali subiscono cambiamenti degenerativi nel corso del tempo.

Dolore di origine Reumatica, infettiva e neoplastica

Oltre alle cause muscoloscheletriche, esistono diversi disturbi sistemici che possono manifestarsi con dolore alla schiena. Le malattie reumatiche, come l’artrite reumatoide e la spondilite anchilosante, possono colpire direttamente le articolazioni della colonna vertebrale, causando infiammazione e dolore cronico.

Alcune infezioni batteriche o virali possono anche localizzarsi nella regione spinale, dando origine a dolore lombare o cervicale. In casi più rari, il mal di schiena può essere un sintomo di tumori maligni, soprattutto quando si tratta di metastasi provenienti da tumori primari di organi come polmoni, seno o prostata. Riconoscere queste cause meno comuni ma potenzialmente gravi è fondamentale per una corretta diagnosi e un trattamento tempestivo.

Terapia conservativa e gestione iniziale della lombalgia

Nella maggior parte dei casi, il mal di schiena può essere gestito con un approccio conservativo, almeno nelle prime settimane. Per gli episodi acuti di lombalgia, i medici spesso raccomandano una combinazione di riposo, applicazione di calore o freddo sulla zona dolente e l’assunzione di farmaci antinfiammatori o antidolorifici leggeri come il paracetamolo.

Tecniche di rilassamento muscolare, come il massaggio o gli esercizi di stretching delicati, possono aiutare ad alleviare il dolore e la tensione. In questa fase iniziale, è fondamentale adottare uno stile di vita sano, con un’attività fisica moderata e un peso corporeo ottimale, per evitare un’ulteriore sollecitazione della colonna vertebrale. Se il dolore persiste oltre le 3-4 settimane, è necessario consultare nuovamente il medico per valutare la necessità di ulteriori indagini diagnostiche.

Indagini diagnostiche per dolore persistente

Quando il mal di schiena non migliora con il trattamento conservativo o presenta caratteristiche insolite, è importante effettuare ulteriori indagini diagnostiche. Le radiografie e la risonanza magnetica sono gli esami più comunemente prescritti per valutare la struttura della colonna vertebrale e identificare eventuali anomalie o lesioni.

La risonanza magnetica, in particolare, può rivelare la presenza di ernie discali o protrusioni dei dischi intervertebrali che comprimono i nervi spinali, causando dolore e possibili sintomi di radicolazione (dolore che si irradia lungo il percorso del nervo).

In questi casi, il mal di schiena può essere accompagnato da lombosciatalgia, ovvero dolore che si estende alla gamba destra, sinistra o entrambe. L’utilizzo di mezzi di contrasto durante la risonanza magnetica può migliorare ulteriormente la visualizzazione delle strutture e delle lesioni, consentendo una diagnosi più accurata e un trattamento mirato.

Chirurgia per ernie discali e compressioni nervose

In una piccola percentuale di casi, il mal di schiena può essere causato da un’ernia discale o da una grave compressione dei nervi spinali. In queste situazioni, potrebbe essere necessario prendere in considerazione l’opzione chirurgica.

L’intervento chirurgico è generalmente indicato quando il dolore è intenso e persistente, o quando si manifestano sintomi di debolezza muscolare o paralisi dovuti alla compressione nervosa.

Le procedure chirurgiche più comuni per il trattamento delle ernie discali includono la discectomia, che rimuove parte del disco erniato per alleviare la pressione sui nervi, e la laminectomia, che rimuove una porzione dell’osso vertebrale per decomprimere il midollo spinale. Sebbene la chirurgia possa offrire sollievo immediato, è importante valutare attentamente i rischi e i benefici, poiché comporta un periodo di recupero e potenziali complicazioni.

Esercizi fisici come prevenzione e trattamento

Oltre alle terapie mediche e chirurgiche, l’esercizio fisico svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel trattamento del mal di schiena. Esercizi mirati, come quelli di rafforzamento dei muscoli addominali e paravertebrali, possono aiutare a sostenere correttamente la colonna vertebrale, riducendo lo stress sulle strutture spinali. 

Gli esercizi di flessibilità e stretching, d’altra parte, migliorano la mobilità e la flessibilità della colonna vertebrale, prevenendo la tensione muscolare e le contratture. Attività come lo yoga, il pilates e la camminata regolare possono essere estremamente benefiche per mantenere una buona postura e un’adeguata mobilità spinale.

È importante consultare un fisioterapista o un istruttore qualificato per imparare gli esercizi corretti e adattarli alle proprie esigenze individuali. Incorporare l’esercizio fisico nella routine quotidiana può essere un approccio efficace non solo per alleviare il mal di schiena attuale, ma anche per prevenire la sua recidiva nel lungo periodo.

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