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Capitozzatura degli alberi: Danni e alternative per una gestione sostenibile

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Questa tecnica invasiva compromette la salute e la stabilità degli alberi, portando a debolezze strutturali, problemi fitosanitari e costi maggiori a lungo termine. Esistono tuttavia alternative più sostenibili, come il taglio di ritorno, che permettono di gestire la crescita degli alberi in modo rispettoso, preservandone l'integrità e il valore naturale.

Gli alberi sono esseri viventi indispensabili per il benessere del nostro pianeta, eppure spesso vengono sottoposti a pratiche dannose come la capitozzatura. Questa tecnica di potatura estrema, utilizzata per contenere la crescita degli alberi in altezza e larghezza, può causare gravi conseguenze a lungo termine.

È fondamentale comprendere i rischi associati alla capitozzatura e conoscere le alternative sostenibili disponibili, per garantire una gestione responsabile e rispettosa di questi preziosi elementi naturali nelle nostre città.

Cos’è la capitozzatura e perché va evitata

La capitozzatura consiste nel taglio drastico dei rami principali di un albero, effettuato sopra l’intersezione con il tronco. Questa pratica estremamente invasiva viene spesso adottata per ragioni di sicurezza o per mantenere gli alberi entro dimensioni controllate, soprattutto in ambito urbano. Tuttavia, la capitozzatura è una tecnica altamente criticata dagli esperti di giardinaggio e dagli amanti della natura.

Gli alberi sottoposti a questa potatura radicale subiscono danni significativi, poiché non sono in grado di cicatrizzarsi correttamente, favorendo l’insorgenza di infezioni fungine, batteri e cavità interne. Inoltre, la risposta dell’albero a questo stress estremo è la produzione incontrollata di polloni e rami deboli, compromettendo ulteriormente la sua struttura e salute a lungo termine.

Debolezze strutturali e problemi fitosanitari

Uno degli effetti più devastanti della capitozzatura è l’indebolimento strutturale dell’albero. Quando i rami vengono tagliati bruscamente sopra il tronco principale, l’albero non è in grado di cicatrizzarsi correttamente, facilitando l’ingresso di funghi e batteri che degradano i tessuti interni. Questo processo porta alla formazione di cavità e buchi nel tronco, compromettendo gravemente la stabilità dell’albero.

La capitozzatura induce la germogliazione di gemme dormienti e polloni basali, in un disperato tentativo di recuperare la chioma persa. Questa crescita incontrollata di rami deboli e instabili indebolisce ulteriormente il tronco principale, rendendolo più rigido e vulnerabile alle rotture causate dal vento o da altri fattori esterni.

L’Impatto economico della capitozzatura

Nonostante i numerosi svantaggi della capitozzatura, questa pratica continua ad essere utilizzata principalmente per ragioni economiche. Le ditte di giardinaggio che operano nelle aree urbane spesso optano per la capitozzatura poiché non richiede personale altamente qualificato, consentendo un notevole risparmio sui costi di manodopera.

Tuttavia, questo approccio a breve termine si rivela controproducente a lungo termine. Gli alberi capitozzati necessitano di una manutenzione più frequente e onerosa per rimuovere i polloni in costante ricrescita. Inoltre, il deterioramento progressivo della salute dell’albero può portare a costi aggiuntivi per la collettività, come interventi di cura, abbattimento e sostituzione degli esemplari ormai irrecuperabili.

Periodo ottimale per la potatura degli alberi

Oltre ai danni strutturali e fitosanitari, un altro aspetto critico della capitozzatura è il momento in cui viene eseguita. Spesso, questa operazione viene effettuata in periodi inadatti per la potatura degli alberi, come la primavera o la fine dell’estate. Tuttavia, la maggior parte delle specie arboree dovrebbe essere potata durante il riposo vegetativo invernale.

Eseguire tagli drastici durante la stagione di crescita attiva rappresenta un trauma significativo per l’albero, causando una perdita eccessiva di linfa e risorse preziose. Questo stress aggiuntivo contribuisce ulteriormente all’indebolimento dell’albero, rendendolo più vulnerabile a malattie e parassiti.

Il taglio di ritorno: una valida alternativa

Fortunatamente, esistono alternative più sostenibili alla capitozzatura che permettono di gestire la crescita degli alberi senza comprometterne la salute. Una di queste tecniche è il “taglio di ritorno”, un metodo di potatura rispettoso che preserva l’integrità strutturale dell’albero.

Anziché tagliare drasticamente i rami principali, il taglio di ritorno prevede la rimozione graduale dei rami laterali, guidando la crescita dell’albero verso una forma desiderata in modo naturale. Questo approccio consente all’albero di cicatrizzarsi correttamente, evitando l’insorgenza di infezioni e mantenendo una struttura solida e flessibile.

Il taglio di ritorno può essere eseguito durante il periodo di riposo vegetativo, riducendo al minimo lo stress per l’albero. Adottare questa tecnica di potatura sostenibile richiede professionisti qualificati, ma a lungo termine rappresenta un investimento vantaggioso per preservare il patrimonio arboreo delle nostre città.

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