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L’impatto del cambiamento climatico sull’agricoltura

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L'impatto del clima sulle coltivazioni agricole è già tangibile. L'alternarsi di siccità, ondate di caldo e precipitazioni intense compromette rese e qualità di molte colture, con cali produttivi fino al 60-70% per frutta come ciliegie e pere. Anche la diffusione di parassiti ed erbe infestanti rappresenta una minaccia per diverse produzioni vegetali. Servono strategie di adattamento per garantire la sostenibilità del settore.

Il cambiamento climatico sta avendo effetti sempre più evidenti anche sulle nostre coltivazioni. Come giardinieri e orticoltori dobbiamo prepararci ad affrontare sfide inedite per proteggere il nostro orto e giardino. Tra queste, l’aumento delle temperature medie e il verificarsi sempre più frequente di eventi meteo estremi come ondate di calore, siccità prolungate, bombe d’acqua, grandinate e trombe d’aria.

Per fare fronte a questi fenomeni è indispensabile adottare soluzioni resilienti, che rendano le piante più forti e il terreno fertile. In questo articolo analizzeremo nel dettaglio gli impatti dei cambiamenti climatici sull’orto e le strategie che ogni giardiniere può mettere in atto per farvi fronte.

L’impatto del cambiamento climatico sull’agricoltura nei paesi vulnerabili

Il cambiamento climatico sta avendo ripercussioni significative sull’agricoltura e la sicurezza alimentare nei paesi più vulnerabili, soprattutto nella regione Asia-Pacifico. Come evidenziato in un recente rapporto della FAO, gli shock climatici globali hanno effetti negativi sui piccoli agricoltori e sulle famiglie di pescatori di questi paesi, che dipendono fortemente dal settore primario.

I ministri intervenuti all’incontro organizzato dalla FAO hanno condiviso le sfide affrontate dai loro paesi, tra cui l’impatto del climate change sulle rese agricole e la difficoltà di accesso ai finanziamenti per l’adattamento. La FAO sottolinea l’urgenza di una cooperazione rafforzata tra questi paesi vulnerabili, per rispondere congiuntamente alle minacce poste dal cambiamento climatico all’agricoltura e alla sicurezza alimentare regionale e globale.

Le conseguenze del cambiamento climatico sulle coltivazioni

Il cambiamento climatico sta avendo un impatto negativo crescente sulle coltivazioni agricole, con gravi conseguenze per la produzione ortofrutticola e florovivaistica italiana. L’alternarsi di siccità, ondate di caldo e improvvise bombe d’acqua compromette rese e qualità di molte colture. Tra i danni più rilevanti, si stimano cali fino al 60% per le ciliegie e al 63% per le pere. Anche la produzione di pomodoro, uva e olio d’oliva registra pesanti flessioni.

Le ondate di maltempo estremo provocano danni diretti, come l’alluvione del 2023 in Emilia-Romagna su vigneti, frutteti e seminativi. Il cambiamento climatico mette a rischio interi comparti dell’agricoltura italiana. Servono strategie di adattamento, come la diffusione di colture resilienti, per garantire la sostenibilità economica e ambientale delle aziende agricole.

Coltivare bio per far fronte al climate change secondo il WWF

L’agricoltura biologica rappresenta una valida risposta per far fronte agli effetti del cambiamento climatico sull’agricoltura. Come evidenziato dal WWF, il modello dell’agroecologia, di cui il biologico fa parte, permette di ridurre l’impatto ambientale del settore primario grazie all’eliminazione di fertilizzanti e pesticidi di sintesi.

Inoltre, le rotazioni colturali, le cover crop e il sovescio aumentano la fertilità del suolo, rendendo le colture più resilienti agli stress climatici. Anche in ottica di risparmio energetico, l’agricoltura biologica consente di tagliare i consumi grazie a tecniche meno intensive. Il WWF chiede quindi di promuovere e sostenere questo modello virtuoso per far fronte alla crisi climatica.

Soluzioni per l’orto e il giardino sostenibili

Per proteggere il nostro orto e giardino dagli effetti del clima che cambia, è importante adottare soluzioni e tecniche sostenibili e resilienti. Innanzitutto, scegliere varietà di piante adatte a tollerare gli stress idrici e le alte temperature, come pomodori ciliegino, cetriolizucchine e basilico.

Per risparmiare l’acqua, utilizzare sistemi di irrigazione efficienti come l’irrigazione a goccia o la pacciamatura organica. Favorire la fertilità del terreno con compost e lombricompost di qualità. Inoltre, proteggere le colture da possibili danni da eventi meteo estremi, ad esempio con reti antigrandine. Piccole azioni quotidiane che renderanno il nostro orto più sostenibile e resiliente.

Consigli pratici per tecniche resilienti ai cambiamenti climatici

Per rendere il proprio orto resiliente ai mutamenti climatici sono fondamentali alcuni accorgimenti pratici alla portata di tutti. Innanzitutto, è bene scegliere varietà di ortaggi e piante da frutto resistenti a siccità e caldo, e prediligere specie a ciclo breve. Utile anche alternare le colture, intercalando radici, foglie e frutti per preservare il terreno.

Per risparmiare acqua nell’orto, si possono usare impianti di irrigazione a goccia e pacciamatura. Anche la permacultura, con la creazione di microclimi, aiuta le piante ad adattarsi. Infine, raccogliere l’acqua piovana con appositi sistemi di convogliamento è una soluzione efficace per far fronte a eventuali periodi di scarsità idrica.

Vantaggi dell’agricoltura biologica contro gli effetti del clima

L’agricoltura biologica presenta diversi vantaggi nel far fronte agli impatti dei mutamenti climatici. Questo modello agricolo, basato su principi di sostenibilità, permette di migliorare la salute del suolo grazie all’utilizzo di compost e all’avvicendamento di colture differenti. Le piante biologiche, non sottoposte a forzature chimiche, crescono più vigorose e resilienti agli stress idrici e termici.

Anche la biodiversità è favorita, con la presenza di insetti utili. L’agricoltura biologica riduce poi le emissioni inquinanti, tagliando l’uso di fertilizzanti chimici. Per tutti questi motivi, diffondere questo modello virtuoso può aiutare l’agricoltura ad affrontare gli impatti della crisi climatica.

Ruolo del giardiniere nella sfida climatica

Anche il giardiniere può dare il suo contributo per far fronte alla crisi climatica, attraverso piccoli ma significativi gesti quotidiani. Ad esempio, scegliendo sementi di varietà resistenti a caldo e siccità, o prediligendo specie a fioritura e fruttificazione rapida. Limitando gli sprechi d’acqua grazie a irrigazione a goccia e pacciamatura.

Migliorando la fertilità del suolo con l’utilizzo di compost autoprodotto. Riducendo l’impiego di prodotti chimici e favorendo metodi naturali. E anche condividendo con altri coltivatori conoscenze sulle buone pratiche di coltivazione sostenibile. Piccole azioni che, moltiplicate per il numero di appassionati di giardinaggio, possono davvero fare la differenza.

Conclusioni

Le alterazioni climatiche rappresentano una sfida epocale per il futuro del nostro pianeta e dell’umanità. Come abbiamo visto, l’agricoltura ne sta già subendo pesanti conseguenze, con cali produttivi e danni ingenti alle coltivazioni. Ma il settore primario può anche contribuire attivamente ad affrontare questa emergenza, puntando su modelli sostenibili come l’agricoltura biologica e l’agroecologia.

Anche nel nostro piccolo orto o giardino, possiamo mettere in atto soluzioni resilienti per far fronte alla crisi climatica. Piccoli gesti, come il risparmio idrico, la scelta di varietà adatte, l’uso di compost, che moltiplicati per milioni di appassionati possono fare la differenza. Insieme, con impegno e consapevolezza, possiamo costruire un futuro più sostenibile per il pianeta e le prossime generazioni. Ma è indispensabile agire subito, perché il tempo stringe.

Come ha influito il cambiamento climatico sull agricoltura?

Il cambiamento climatico ha influito negativamente sull’agricoltura, portando a desertificazione, degrado del territorio, calo delle rese e insicurezza alimentare soprattutto nelle aree tropicali e subtropicali. Gli impatti sono già tangibili e rischiano di compromettere la produzione agricola e la sicurezza alimentare globale se non si interviene rapidamente. (Fonteeai.enea.it)

In che modo le condizioni climatiche condizionano le coltivazioni?

Le condizioni climatiche influenzano la durata del ciclo vegetativo delle colture e possono favorire la proliferazione di parassiti ed erbe infestanti dannosi per l’agricoltura, con conseguenti cali produttivi e perdite economiche. Alterazioni anche minime di temperatura e precipitazioni hanno un impatto sulla crescita delle piante coltivate e sulla presenza di competitori e organismi patogeni. (Fonteenergycue.it)

Qual è il rapporto tra il clima e l’agricoltura?

Il clima e l’agricoltura sono strettamente correlati. L’aumento di CO2 in atmosfera, causa del riscaldamento globale, da una parte danneggia il clima, dall’altra può avere effetti positivi sulla crescita delle piante coltivate, aumentando la produzione agricola. È però un effetto temporaneo che non compensa i danni complessivi del climate change sull’agricoltura. (Fontecnr.it)

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