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Biostimolanti in agricoltura: una soluzione innovativa per colture più sostenibili

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Questi prodotti naturali ed eco-friendly sono in grado di stimolare la crescita delle piante e aumentarne la resistenza agli stress ambientali. Estratti di alghe, sostanze umiche, microrganismi benefici: i biostimolanti sono una categoria eterogenea di prodotti che offrono numerosi vantaggi, dall'aumento delle rese alla riduzione degli input chimici.

Nel panorama dell’agricoltura moderna, i biostimolanti stanno emergendo come protagonisti di una rivoluzione green nella coltivazione delle colture. Questi prodotti innovativi, estremamente eterogenei nella loro composizione, sono in grado di stimolare la crescita delle piante e aiutarle a superare gli stress ambientali.

Dall’estratto di alghe alle sostanze umiche, dai microrganismi come i funghi micorrizici ai batteri azoto-fissatori, i biostimolanti rappresentano una soluzione promettente per un’agricoltura più sostenibile e redditizia.

Cos’è un biostimolante e quali sono le diverse tipologie

I biostimolanti sono una categoria di prodotti estremamente eterogenea che comprende diverse sostanze naturali e microrganismi. Tra le sostanze naturali troviamo gli estratti di alghe, gli idrolizzati proteici e le sostanze umiche. Per quanto riguarda i microrganismi, il regolamento europeo ha già identificato i funghi micorrizici e i batteri azoto-fissatori come biostimolanti, ma si prevede che questa lista verrà ampliata in futuro per includere altri microrganismi benefici.

Come agiscono i biostimolanti sulle piante

I biostimolanti non apportano necessariamente nutrienti alle piante, ma agiscono modulando il loro profilo ormonale. Questa modulazione innesca una cascata di reazioni chimiche e processi che influenzano la crescita, la capacità di resistere agli stress ambientali e l’assorbimento di nutrienti.

Un aspetto comune ai diversi biostimolanti è la loro capacità di regolare i livelli ormonali delle piante, il presupposto fondamentale per innescare tutti questi meccanismi benefici. L’applicazione del biostimolante giusto e alla dose corretta può migliorare la germinazione, l’emergenza e la qualità delle piante nelle prime fasi di sviluppo.

Benefici dei biostimolanti per le colture estensive e intensive

I biostimolanti trovano applicazione in una vasta gamma di colture, dalle estensive come i cereali alle intensive come le colture ortive, passando per le colture floricole, la vite e gli alberi da frutto. Questi prodotti innovativi offrono numerosi vantaggi agli agricoltori. In primo luogo, possono indurre un aumento delle rese pur mantenendo invariato l’utilizzo di input come fitofarmaci, acqua irrigua e fertilizzanti.

Inoltre, possono migliorare la qualità del prodotto, traducendosi in un valore aggiunto e potenzialmente in un miglior prezzo di vendita. Un altro beneficio chiave è l’aumento dell’efficienza d’uso delle risorse, specialmente per quanto riguarda l’acqua e i nutrienti come l’azoto.

Il ruolo dei biostimolanti nella sostenibilità agricola

Nell’ottica di un’agricoltura sempre più sostenibile, finalizzata a ridurre l’uso di input chimici come fertilizzanti e fitofarmaci, i biostimolanti sono destinati a ricoprire un ruolo di primo piano. Questi prodotti innovativi consentono infatti di fronteggiare meglio gli stress ambientali indotti dai cambiamenti climatici, ai quali le colture sono sempre più esposte.

Migliorando l’efficienza d’uso dei concimi tradizionali, i biostimolanti contribuiscono a ridurre l’impatto ambientale delle pratiche agricole, pur garantendo rese elevate e una buona qualità dei prodotti.

Nuovi regolamenti europei sui biostimolanti in agricoltura

Finalmente, nell’estate del 2022, è stato approvato il nuovo regolamento della Comunità Europea che disciplina l’uso dei biostimolanti in agricoltura. Questo regolamento definisce i biostimolanti sulla base degli effetti agronomici che inducono sulle piante, come la stimolazione dei processi di crescita, l’aumento della resistenza agli stress abiotici e la migliore acquisizione di nutrienti. Si tratta di un primo passo importante, che dovrà essere seguito da ulteriori regolamenti per definire le procedure di registrazione.

L’Italia e la normativa sui biostimolanti

L’Italia è stata precursore nell’ambito dei biostimolanti, avendo già previsto alcune tipologie di questi prodotti nella normativa nazionale. Il nuovo regolamento europeo si innesterà quindi su un quadro normativo già esistente nel nostro Paese.

Tuttavia, per evitare sovrapposizioni o conflitti tra le diverse norme, sarà necessario armonizzare la legislazione italiana con quella comunitaria. Questo processo di armonizzazione riveste un’importanza cruciale per garantire un quadro regolatorio chiaro e coerente per l’intero settore dei biostimolanti in Italia, evitando situazioni di incertezza giuridica che potrebbero frenarne l’adozione.

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