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Banano di montagna: Come si coltiva e come conservare i frutti

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Asimina

Sviluppandosi nelle zone più elevate e fresche, il banano di montagna dimostra una sorprendente resilienza alle condizioni climatiche che normalmente non associamo ai banani. Le sue foglie rigogliose e l'aspetto esotico conferiscono un tocco di verde lussureggiante ad ambienti montani, creando un contrasto visivo straordinario. Non produce i frutti dolci e succosi tipici dei banani tropicali, ma è apprezzato per le sue qualità ornamentali e la sua capacità di adattarsi a climi sorprendentemente temperati.

L’Asimina, conosciuta anche come banano di montagna, è una pianta dalle chiare origini tropicali che però riesce ad adattarsi perfettamente a climi freddi e rigidi. Appartenente alla famiglia delle Annonaceae, diffusa principalmente nelle zone calde del pianeta, questa specie è originaria della East Coast degli Stati Uniti, dove cresce spontaneamente dalla Florida settentrionale fino al Canada. Si tratta di un albero di dimensioni contenute, con un caratteristico fogliame di colore verde brillante che in autunno assume splendide tonalità giallo acceso.

La peculiarità principale dell’Asimina consiste nella sua spiccata resistenza al gelo e alle basse temperature, riuscendo a tollerare valori fino a -30°C. Per questa sua capacità di adattamento, questa pianta si differenzia in maniera evidente dalle altre specie tropicali appartenenti alla sua stessa famiglia.

Caratteristiche del banano di montagna

Nei primi anni di vita predilige zone semi-ombreggiate, mentre da adulto tollera bene anche il sole diretto. Non supera i 5 metri di altezza ed è una delle poche specie tropicali che si adatta ai climi freddi e produce frutti commestibili.

Presenta grandi foglie di colore verde acceso e fiorisce precocemente in primavera con spettacolari fiori dalla colorazione rosso porpora. La sua innata rusticità e resistenza alle basse temperature lo rendono perfetto per essere coltivato senza problemi anche in montagna.

Come coltivare il banano di montagna

Coltivare il banano di montagna è un’esperienza gratificante anche per i giardinieri alle prime armi, essendo una pianta molto resistente e adattabile. È importante scegliere una zona dal clima caldo-umido con temperature minime intorno ai 10°C e un’ottimale esposizione al sole. Il terreno deve essere fertile e ben drenato, arricchito con compost o letame maturo. Durante la messa a dimora, scavare una buca profonda per ancorare adeguatamente la radice e annaffiare con costanza.

Durante la crescita, applicare frequentemente un fertilizzante azotato adatto come questo, e monitorare eventuali parassiti, intervenendo prontamente con insetticidi e fungicidi specifici. Seguendo questi semplici consigli, anche i coltivatori meno esperti possono ottenere una rigogliosa pianta di banano di montagna.

Potatura del banano di montagna

Non necessita di una potatura vera e propria, a meno che l’albero non tenda ad assumere dimensioni eccessive; in tal caso si può effettuare un contenimento durante i mesi invernali. Anche l’irrigazione non è fondamentale, a eccezione di quando viene piantato in terreni molto aridi o in periodi di estrema siccità.

Le concimazioni sono più utili nella fase di impianto, per favorire l’attecchimento. Grazie alla sua nativa rusticità, questa pianta non richiede cure particolari se messa a dimora in un terreno idoneo e bilanciato.

Quando e come concimare il banano di montagna

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a concimato soprattutto nelle prime fasi di accrescimento, per agevolare l’attecchimento e la crescita. È opportuno distribuire un buon concime organico o un fertilizzante ternario al momento della messa a dimora, interrandolo nei pressi della zona radicale. In primavera si può concimare con un prodotto specifico per alberi da frutto o con del letame maturo.

Durante l’estate è utile un apporto di potassio e azoto attraverso concimi minerali mirati. In autunno è preferibile limitarsi a concimazioni organiche poco azotate. Concimazioni regolari nelle giuste quantità e periodi dell’anno favoriscono uno sviluppo rigoglioso e ottimale della pianta.

Annaffiature

L’innaffiatura non necessita di particolari accorgimenti, data la rusticità della pianta. Tuttavia, nella fase di messa a dimora e attecchimento, è bene bagnare il terreno con regolarità per favorire lo sviluppo dell’apparato radicale. Durante il periodo vegetativo, da aprile a settembre, è consigliabile irrigare in caso di siccità prolungata, fornendo abbondante acqua in modo lento e profondo.

Nel resto dell’anno le precipitazioni sono in genere sufficienti. L’ideale sarebbe innaffiare una volta a settimana in assenza di piogge. Va evitato il ristagno idrico e bisogna sospendere le irrigazioni con il sopraggiungere dei primi freddi.

Prevenzione e gestione delle malattie del banano di montagna

Per prevenire e gestire eventuali patologie è importante adottare alcuni accorgimenti. Innanzitutto scegliere varietà resistenti e applicare buone pratiche agronomiche come corretta irrigazione, fertilizzazione equilibrata, rotazione colturale e rimozione delle piante infestanti. Poi monitorare regolarmente le piante per individuare prontamente possibili anomalie.

Se necessario, utilizzare prodotti fitosanitari specifici seguendo con attenzione le indicazioni di impiego. Utili anche metodi di lotta biologica con insetti predatori o funghi antagonisti. Con un approccio integrato, che combini prevenzione, monitoraggio e interventi tempestivi, è possibile gestire in modo efficace eventuali problematiche fitosanitarie di questa pianta.

Come conservare i frutti del banano di montagna

Per conservare nel migliore dei modi i frutti del banano di montagna è fondamentale raccoglierli solo quando sono completamente maturi, altrimenti possono risultare amari e non maturare in maniera adeguata. Dopo la raccolta, vanno riposti in un ambiente fresco e asciutto, con una temperatura intorno ai 10-15°C, evitando il caldo che ne accelera il deterioramento. Possono essere conservati anche in frigorifero, ben avvolti in pellicola o sacchetti per non farli seccare.

Prima della conservazione è importante lavare bene i frutti per limitare la diffusione di funghi e batteri. In generale è preferibile consumare i frutti nel breve periodo, entro pochi giorni, per apprezzarne al meglio il sapore e la consistenza. Seguendo questi semplici accorgimenti si può prolungare il più possibile la shelf life del raccolto.

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