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L’avanzata improvvisa dei ghiacciai è uno dei fenomeni più sorprendenti e meno compresi della glaciologia moderna. Mentre la maggior parte delle masse glaciali del mondo si ritira velocemente a causa del cambiamento climatico, una piccola frazione di esse reagisce in modo del tutto inaspettato, mettendosi in movimento con una velocità straordinaria e avanzando per chilometri in un breve arco di tempo.
Tutto questo non è da confondere con un fenomeno di crescita, ma di una dinamica complessa e pericolosa che nasconde rischi imprevedibili per le comunità che vivono nelle valli sottostanti.
Indice
Lo studio analizza il fenomeno dei ghiacciai in impennata che avanzano improvvisamente nonostante il riscaldamento globale. Questi eventi riguardano l uno per cento dei ghiacciai ma coprono il sedici per cento della superficie ghiacciata. Il movimento è causato dall accumulo di acqua alla base che riduce l attrito. Velocità fino a sessanta metri al giorno trasformano i paesaggi e creano rischi come inondazioni improvvise. Il cambiamento climatico altera la frequenza di questi eventi rendendoli meno prevedibili e pericolosi per le comunità a valle.
Un movimento che sfida la logica
Nel 2012 il ghiacciaio Nathorstbreen, nell’arcipelago artico di Svalbard, avanzava a una velocità di oltre dieci metri al giorno, un ritmo impossibile per qualsiasi standard glaciologico. In un decennio la lingua di ghiaccio è progredita di quindici chilometri, trasformando un intero paesaggio in pochi anni.
Il fenomeno prende il nome di impennata del ghiacciaio e riguarda circa l’uno per cento dei ghiacciai mondiali, coprendo comunque il sedici per cento della superficie complessiva del ghiaccio planetario. Si tratta di una rarità in termini numerici, ma di proporzioni tutt’altro che trascurabili.

Il segreto scivola sul fondo
La spiegazione dell’espansione del ghiaccio è da ricercare nelle profondità del ghiacciaio. Nei ghiacciai di tipo surgable l’acqua prodotta dalla fusione non defluisce via immediatamente, ma si accumula alla base formando un cuscino liquido che riduce l’attrito tra il ghiaccio e il terreno roccioso.
In queste condizioni il ghiaccio smette di strisciare lentamente e inizia a scorrere con rapidità. La fase più intensa può portare il ghiaccio a scorrere a una velocità superiore ai sessanta metri al giorno. Lo stato di accelerazione dura solitamente un anno o poco più, ma in alcuni casi si è protratto fino a vent’anni, per poi concludersi con un brusco rallentamento o un arresto completo.
Una distribuzione legata al clima
I ghiacciai soggetti a impennate non sono distribuiti a caso sul pianeta. Si concentrano in raggruppamenti specifici attraverso l’Artico, l’Himalaya, le alte montagne dell’Asia e le Ande.
La loro presenza dipende da un equilibrio climatico preciso: non si trovano dove le temperature sono già troppo elevate, come nelle Alpi europee o nella Scandinavia continentale, e non esistono nemmeno dove il clima è troppo freddo e secco, come nell’entroterra antartico. Le condizioni necessarie sono quelle in cui l’acqua di fusione può accumularsi senza drenare via rapidamente.
Pericoli a valle e in mare
L’avanzata rapida del ghiaccio non va interpretata come una buona notizia dal punto di vista climatico. Al contrario, genera gravi pericoli per le popolazioni e le infrastrutture. Il ghiaccio che avanza può invadere terreni agricoli e distruggere strade, ponti e collegamenti essenziali.
In alcuni casi le masse glaciali sbarrano il corso dei fiumi, formando laghi instabili che, quando la diga di ghiaccio cede, si riversano a valle con violenza devastante.
Un esempio concreto riguarda il ghiacciaio Shisper nella catena del Karakoram: il lago formatosi a seguito dell’impennata ha allagato la strada del Karakoram per anni tra il 2019 e il 2022, danneggiando un collegamento vitale tra Pakistan e Cina. Anche il turismo montano subisce conseguenze dirette, poiché le profonde fratture che si formano durante le fasi di accelerazione rendono pericolosi i percorsi di accesso alle vette.
L’imprevedibilità aumentata dal calore
Il riscaldamento globale sta modificando le regole di questo fenomeno in modo ancora poco prevedibile. In alcune regioni le impennate glaciali stanno diventando più frequenti, mentre in altre stanno scomparendo man mano che i ghiacciai si assottigliano troppo per accumulare la massa necessaria ad innescarle.
Eventi meteorologici estremi come piogge intense o fusioni rapide possono anticipare l’innesco di queste corse glaciali. Il quadro che ne deriva è di crescente incertezza: ghiacciai che non hanno mai manifestato questo comportamento potrebbero iniziare a farlo, anche in aree considerate stabili come la penisola antartica. La scienza deve fare i conti con un futuro in cui le eccezioni rischiano di diventare la norma.
Comprendere i meccanismi dell’avanzata improvvisa dei ghiacciai è essenziale per proteggere le comunità montane e le infrastrutture. Il ghiaccio non risponde al riscaldamento in modo lineare e prevedibile, e anticipare dove e quando il prossimo ghiacciaio deciderà di accelerare diventerà una delle sfide più urgenti per la sicurezza in un mondo che cambia rapidamente.
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