L’espansione delle fonti rinnovabili impone di gestire la discontinuità tra produzione solare ed eolica e i consumi reali. L’industria energetica cerca soluzioni per immagazzinare il surplus generato di giorno e rilasciarlo quando il sole non splende. Le innovazioni tecniche ridanno slancio all’accumulo di energia idropneumatico, una tecnologia basata sull’aria compressa.
La costruzione di nuovi data center e le massicce installazioni di pannelli solari e pale eoliche trainano una domanda di energia senza precedenti. Il mercato dello stoccaggio cresce rapidamente: nel 2025 sono entrati in esercizio oltre 112 gigawatt di capacità, con un incremento del 48% rispetto all’anno precedente. Le batterie agli ioni di litio coprono oggi il 90% di questo mercato, mentre la Cina controlla quasi interamente la filiera produttiva.
Indice
Il principio fisico dell’aria compressa
João Mendes, fisico di TecLabs presso l’Università di Lisbona, illustra il funzionamento del sistema idropneumatico. L’elettricità preleva aria dall’ambiente e la spinge dentro un serbatoio. L’aria compressa acquisisce potenziale energetico. L’apertura del serbatoio lascia fluire il gas attraverso una turbina, generando nuovamente elettricità.
L’aria occupa volumi elevati anche sotto compressione, rendendo le caverne naturali la soluzione di stoccaggio più comune. Le utility percepiscono spesso la geologia sotterranea come un fattore di rischio, limitando la diffusione della tecnologia. I sistemi tradizionali soffrono inoltre di bassa efficienza a causa della dispersione termica durante la fase di compressione.
Dall’impianto industriale al modulo scalabile
La storia dell’accumulo ad aria compressa include impianti industriali specializzati come quello di Huntorf a Elsfleth, in Germania. Attivo dal 1978, questo stabilimento detiene il primato di primo impianto di stoccaggio dell’energia ad aria compressa diabatico su scala commerciale al mondo. La struttura utilizza caverne di sale sotterranee per conservare l’aria compressa con elettricità di rete prelevata nelle ore di bassa domanda. Il rilascio del gas avviene durante i picchi di carico per integrare la produzione delle centrali a gas naturale.
KeepIt, azienda co-fondata da Mendes, introduce un sistema modificato che aumenta l’efficienza tramite un accumulatore idraulico innovativo e un monitoraggio digitale. I ricercatori hanno pubblicato i concetti base nel 2023 e un primo prototipo serve già il fabbisogno energetico del campus universitario di Lisbona.
L’innovazione risiede nell’ingegnerizzazione e nel controllo dei parametri operativi. Il team ha ottimizzato la densità energetica assemblando componenti esistenti con logiche di gestione avanzate. La soluzione abbandona le caverne sotterranee a favore di contenitori modulari.
Modularità e prospettive di mercato
Il sistema KeepIt organizza capacità di stoccaggio e potenza in moduli distinti e impilabili. Ogni unità funziona come un mattoncino che si collega agli altri, simile a un sistema Lego. Tale architettura elimina la necessità di progettare infrastrutture di stoccaggio specifiche per ogni megawatt installato. I tecnici definiscono il concetto come una “diga in una bottiglia” per via della compattezza.
KeepIt sta attualmente testando la soluzione su scala commerciale chiusa. L’azienda prevede di lanciare il prodotto sul mercato entro il 2027, offrendo un’alternativa modulare alle batterie al litio per supportare la transizione energetica.
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