Come curare l’albero di giada rami molli

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rami molli

L'albero di giada con rami molli e fragili solitamente necessita di cure per rinsaldarne la struttura legnosa. Cause comuni sono stress, parassiti, carenze idriche o nutritive, marciumi del fusto o radici danneggiate. Con la giusta tecnica di potatura e specifici accorgimenti colturali è possibile stimolare una rigogliosa ricrescita dell'apparato aereo.

L’albero di giada è una sempreverde ornamentale molto coltivata e diffusa, ma a volte può manifestare problemi come rami molli e foglie ciondolanti o marroni. Perché succede? Cosa significano questi sintomi e come intervenire?

In questa guida analizzeremo nel dettaglio le cause all’origine di ramoscelli molli nell’albero di giada, imparando a riconoscere uno stato di sofferenza. Scopriremo le cure e le tecniche colturali adatte a ridargli vigore: irrigazione corretta, concimazione mirata, potatura della chioma.

Capiremo quali sono i parassiti e le malattie che possono indebolirlo. Con i nostri consigli, il tuo albero di giada tornerà sano e fortificato, sfoggiando rami robusti e un bel fogliame brillante!

Cause principali dei rami molli nell’albero di giada

I rami molli e ricadenti nell’albero di giada sono spesso causati da stress idrici, sbalzi di temperatura, terreno compatto o con ristagni, potature drastiche, attacchi di parassiti. L’errata irrigazione è la causa più comune: sia la carenza che l’eccesso provocano sofferenza e può portare anche ad avere foglie ammuffite. L’albero di giada teme gli sbalzi termici, predilige posizioni riparate.

Un terreno troppo compatto o argilloso causa asfissia radicale. Potature troppo aggressive indeboliscono la pianta. Afidi, cocciniglia e oidio sono nemici temibili. Ramoscelli molli e foglie ricadenti sono chiari sintomi di malessere, da non sottovalutare. Vediamo come curare l’albero di giada e ridargli vigore.

Riconoscere i sintomi di un albero di giada sofferente

Oltre a rami molli e ricadenti, un albero di giada stressato e sofferente presenta altri sintomi evidenti. Il fogliame perde turgore e colore, appare spento e ingiallito anziché lucido e verde brillante. Le foglie e gli aghi possono disseccarsi e cadere. La chioma si assottiglia, rami e rametti terminali si seccano. La corteccia si screpola e si stacca.

La crescita rallenta, gemme e germogli sono rarefatti. In presenza di afidi si notano melata e fumaggini. Con cocciniglia compaiono ingiallimenti localizzati. L’oidio forma un feltro biancastro sulle foglie. Riconoscere tempestivamente questi campanelli d’allarme è il primo passo per intervenire efficacemente. Vediamo come curare un albero di giada sofferente.

Irrigazione corretta per rami sani e robusti

Per avere un albero di giada dai rami sani e robusti, è indispensabile una corretta irrigazione, che rispetti il suo fabbisogno idrico. Annaffia regolarmente in primavera e estate quando il terreno è asciutto, senza causare eccessivi ristagni. In inverno le annaffiature devono essere molto meno frequenti.

Opta per irrigazioni lente e profonde, che penetrino in profondità, anziché frequenti bagnature superficiali. Scegli un terreno sciolto, fresco e ben drenato, per favorire la penetrazione dell’acqua ed evitare i pericolosi ristagni. Nei periodi di siccità prolungata, bagna abbondantemente la chioma con un nebulizzatore. Con la giusta irrigazione, i rami torneranno tonici e robusti.

Concimi specifici per ridare vigore all’albero di giada

Oltre a irrigazione adeguata, per ridare slancio a un albero di giada sofferente è molto utile una concimazione mirata. Prediligi concimi specifici per sempreverdi, somministrandoli da marzo a settembre, diluiti nell’acqua di annaffiatura.

Un concime ideale è quello a lenta cessione a base di azoto, fosforo e potassio, che nutre la pianta gradualmente. In autunno distribuisci concime organico granulare, stimolerà la ripresa vegetativa e la fioritura. Evita concimi con solo azoto, provocano squilibri e legno tenero.

Per rami fragili, usa rafforzanti a base di silicio. Concimare l’albero di giada nel modo e nel periodo giusto è decisivo per restituirgli vigore e bellezza.

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